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11635 Num. 11635
>Recent research suggests the validity of the construct of Left-wing Authoritarianism (LWA).

>Like its well-studied parallel construct Right-wing Authoritarianism, LWA is characterized by dogmatism, punitive attitudes toward dissenters, and desire for strong authority figures.

>In contrast to RWA, LWA mobilizes these traits on behalf of left-wing values (e.g. anti-racism, anti-sexism, and wealth redistribution).

>I inductively examined the extent to which RWA and LWA predicted, in April 2020, Americans' endorsement of 19 authoritarian policies and practices intended to mitigate the effects of the COVID-19 pandemic.

>For 11 of these policies (e.g. abrogating the right to trial by jury for pandemic-related crimes), both RWA and LWA independently positively predicted endorsement.

>These findings are consistent with recent work showing psychological similarities between the two constructs.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0191886920304402
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>> Num. 11636 quick reply
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11636
incredibile esiste l'autoritarismo anche a sinistra
>> Num. 11637 quick reply
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11637
>>11636
eh ma quelli parlano dei liberali degli USA mica dei veri comunisti, gente che comunque si meriterebbe di finire nei gulag.
>> Num. 11638 quick reply
>characterized by dogmatism, punitive attitudes toward dissenters, and desire for strong authority figures.

Secondo me vale sempre, non è una prerogativa della discussione politica. Qualsiasi forum di discussione tramutatosi in camera di risonanza acquista quelle proprietà.
>> Num. 11640 SALVIA! quick reply
>>11638
non date da mangiare ai troll...ecc...ecc...
>> Num. 11641 quick reply
>>11637
Ah ok aggiusto
Incredibile ci sono estremisti nella "sinistra" americana, "sinistra" che va dal centrista all'anarchico, chi l'avrebbe mai detto
>> Num. 11642 quick reply
File 159604132441.jpg - (80.98KB , 850x400 , stalin2.jpg )
11642
>>11641
"Sinistra" che va dal centrista al cetrista liberale. Parlare di anarchico inteso come anarchico alla bakunin e non come ancap che si veste con la camicia hawaiana e il fucile (comunque gente di ultradestra), e' un po' troppo.

Poi l'articolo in questione "punta il dito" come quella classe di persone definite "nazifemministe" ovviamente tutta quella marmaglia arcobaleno-fucsia (che andrebbe deportata nei gulag) che si proclamano vicini ai movimenti femministi - trans - mecojoni e che attaccano spietatamente ogni forma di dissenso sia pure "non puoi dire che il genere non esiste vedi, lui c'ha il cazzo e lei la fica, e' CHIARO che sono uomo e donna. Che poi non si sentano tali a me non interessa una ceppa e per me se ti piace il cazzo o la fica e' irrilevante".
Insomma gente che e' peggio dei terrapiattisti sotto sotto, perché' negano l'ovvio per poter spingere una narrazione che ancora non si e' capito a chi fa comodo (secondo alcuni ai sovietici, secondo altri ai dem, secondo altri a bill gates, forse ci azzeccano quelli che dicono i sovietici).
>> Num. 11643 quick reply
A me pare un girare intorno alla questione. Le democrazie occidentali si stanno trasformando in una dittatura della maggioranza, e quindi si usano tutti gli strumenti per essere parte della maggioranza.

Si tratta di un problema proprio del sistema democratico, e forse la democrazia universale va rivista o ripensata.
>> Num. 11644 quick reply
>>11642
Still non vedo la novità in tutto ciò
Poi trovamene uno che sostiene la non esistenza del genere che non sia uno strawmen buono per una compilation su yt

>>11643
>forse la democrazia universale va rivista o ripensata
Tipo?
>una dittatura della maggioranza
Per ora in america la "sinistra" non ha mai avuto la maggioranza e dubito che il partito democratico dopo aver fatto fuori sanders vada a completare l'agenda di gente più estremista. Il massimo che farà sarà roba di facciata stile multinazionale.
La "sinistra" non ha la maggioranza politica neanche in europa: Salvini+amici, brexit, afd, polonia & ungheria, Le Pen, il tizio austriaco. L'occidente sta andando lentamente a destra da quando quel benedetto muro è caduto, nonostante questa narrativa delle sinistre arcobaleno che dominano il mondo.
MA hanno l'assoluta maggioranza nel dibattito pubblico e nei media. Di conseguenza, adesso che l'immagine pubblica è ancora più importante, chiunque prima aveva un'immagine "non politica" ora è costretto a schierarsi. perché dovrebbe schierarsi contro la maggioranza? Non è che c'è una dittatura della maggioranza, è che non è più possibile essere neutrali e non politici.
Poi credo che l'ideologia SJW più estrema alla lunga sia insostenibile e salteranno fuori contrasti interni alla "sinistra" stessa, vedi la lettera aperta contro la cancel culture SCVSA CAMERATA, LA CVLTVRA CHE SCANCELLA o, per stare in Italia, il casino fra arcilesbica e i trans di uno o due mesi fa.
>> Num. 11645 quick reply
>>11644
>Tipo?
Tipo non è detto che il voto debba essere un diritto universale. Il problema sarebbe che "chi decide chi può votare" aprirebbe un inferno.

Per il resto, non è necessario avere una maggioranza politica. La sinistra non ha mai avuto la maggioranza in Italia, eppure non esiste partito che sia parimenti inserito nella macchina statale.
>> Num. 11646 quick reply
>>11644
>Still non vedo la novità in tutto ciò
Non c'e' nessuna novita'. Sono meccaniche presenti in tutti i partiti / movimenti.
Se sei contro la linea del momento, sei uno stronzo e basta.

>>11644
>Per ora in america la "sinistra" non ha mai avuto la maggioranza e dubito che il partito democratico dopo aver fatto fuori sanders vada a completare l'agenda di gente più estremista. Il massimo che farà sarà roba di facciata stile multinazionale.
Il governo Obaman era, secondo gli standard americani, di sinistra. Poi c'era pure un nero alla guida, che vuoi di piu'.
>MA hanno l'assoluta maggioranza nel dibattito pubblico e nei media.
E solo li'. Il pericolo di questo e del fatto che sei una merda se la pensi in modo leggermente diverso e' che poi la gente si incazza. E questa incazzatura viene espressa dove non li vede nessuno, in cabina elettorale, dove mettono la croce su Trump.
Il problema dei dem americani e' il loro atteggiamento del cazzo. Se non sei con noi, sei stronzo senza possibilita' di redenzione. Atteggiamento che purtroppo sta trasudando anche nella "sinistra" italiana (perdonami il termine generoso, che chiamare feccia tipo le sardine e i pdini sinistra e' un'offesa a Berlinguer). Il problema principale e' che non ingaggiando dialogo con gli strati popolari, chiamandoli ignoranti, stronzi, razzisti, deliquenti, merdaioli, analfabeti di ritorno e chi piu' ne ha piu' ne metta, li fai incazzare. E poi quello che succede e' che mettono la croce su Salvini. O magari sul mov 5 stelle, che quantomeno e' meno peggio.
Il partito comunista italiano ai tempi aveva successo perché' era fatto da gente de borgata, operai, commessi, impiegati e gente di questo genere. Ed era fatto anche da certi intellettuali nelle universita', movimenti studenteschi, eccetera.
In uno scenario dove il governo era la moderata e corrotta democrazia cristiana, rappresentava il vento del cambiamento.
Adesso e' un po' l'opposto. Hai a "sinistra" una classe praticamente borghese e a destra una classe popolare / proletaria.
Ed e' difficile costruire un'ideale di sinistra con gente a cui sta bene lo status quo alla fine, perché' loro hanno il culo al caldo. Poi va beh fanno due concessioni del cazzo ai ghei e agli immigrati, perché' tanto chi se ne fotte, mica cambia qualcosa.
>> Num. 11647 quick reply
>>11646
Obama è stato un ottimo compromesso, il fatto che il partito non si sia messo di traverso come con Sanders la dice lunga su quanto era di "sinistra" (sicuramente più di una Clinton comunque)
Non so se hai presente la poesia di Pasolini "Il PCI ai giovani!", dove praticamente dà agli studenti sessantottini dei borghesi figli di borghesi, ci vedo un po' la sinistra attuale, attaccata alla retorica e al moralismo ma distaccata dalle fasce deboli che dice di voler sostenere.
>> Num. 11648 quick reply
File 159609195771.jpg - (22.93KB , 644x476 , images (20).jpg )
11648
>>11647
E Pasolini aveva pure ragione. Il movimento studentesco del 68 non era mica formato da operai e sicuramente quelli che andavano all'università non erano persone della classe popolare (alcuni si, ma pochi in fondo). Come adesso i vari Sardini, arcobaleni, boldriniani ed europeisti vari.
Che poi il problema del comunismo in fondo è che non può arrivare in posti dove la gente alla fine sta bene, dove non ci sono situazioni di oppressione molto pesanti o di povertà agghiacciante. Perché nessun professorone "di sinistra", avvocato, medico o altro abbraccerebbe mai la statalizzazione della proprietà privata. Il modello più all'acqua di rose prevede la statalizzazione solamente di grandi imprese che operano nel settore pubblico. Per esempio fornitura di elettricità, sanità e scuola (comunque in gran parte statali in Italia), trasporti, gestione autostrade, etc.
Il problema della statalizzazione di queste attività è che poo alla fine non sono competitive. Non c'è niente che ti spinge a fare grossi miglioramenti in termini di servizi devoluti se a)non te ne frega un cazzo tanto la ditta mica è tua e a fine mese ti pigli lo stipendio b) non c'è nessun sistema meritocratico dietro, ma dipende solo da chi conosci, di chi sei figlio o nipote (vedi il baronato universitario) c) non hai concorrenza che ti spacca il culo se non sei competitivo.
Basta buttare un'occhio sulla disastrosa gestione dei fondi pubblici e pensare cosa succederebbe se tutto fosse gestito dallo stato.
Senza una massiccia dose di gulag e delle persone al vertice con un altissimo senso morale, andrebbe tutto a puttane in meno di due anni.
>> Num. 11649 quick reply
>Il problema della statalizzazione di queste attività è che poo alla fine non sono competitive. Non c'è niente che ti spinge a fare grossi miglioramenti in termini di servizi devoluti se a)non te ne frega un cazzo tanto la ditta mica è tua e a fine mese ti pigli lo stipendio b) non c'è nessun sistema meritocratico dietro, ma dipende solo da chi conosci, di chi sei figlio o nipote (vedi il baronato universitario) c) non hai concorrenza che ti spacca il culo se non sei competitivo.
Per me stai dicendo una pagliacciata. Abbiamo dappertutto esempi di servizi di base che vengono gestiti a puttane perché demandati a privati ai quali, GIUSTAMENTE, l'unica cosa che frega è il fatturato trimestrale e non l'effettiva qualità/diffusione del servizio erogato, che può benissimo rimanere merda se li fa guadagnare di più. Direi che ASPI in questi ultimi anni è stato un esempio cristallino di ciò e ne abbiamo molti altri come RSA, acquedotti, infrastruttura banda larga, asili nido e via dicendo.
Ad un privato non puoi dare in mano un servizio di base, perché se l'erogazione dello stesso inizia a non essere remunerativa il privato taglia i costi abbassando la qualità del servizio o non erogandolo del tutto in determinate aree. Per lo stato invece la ricaduta del servizio erogato non si misura in aumenti azionari ma in benessere per la popolazione e sviluppo futuro: un tessuto sociale dove ho trasporto pubblico, banda larga, servizi alla persona e sanità funzionanti è un tessuto sociale più vivo, sano, dinamico e funzionale, dove l'iniziativa personale e l'economia privata ha molta più possibilità di fiorire e prosperare.
Per quanto riguarda la pappardella sugli italiani egoisti scansafatiche raccomandati hai ragione ma a metà, questa situazione esiste, certo, ma non è immutabile o irrisolvibile a punto tale da non dover avere nessuna fiducia nella gestione pubblica. Questo perché nel pubblico c'è tanta gente che cazzeggia parassitando, ma c'e anche tanta gente che si fa il culo con pochissimo riconoscimento e fa andare avanti la baracca e questo è palese altrimenti non avremmo il livello di servizi attuale. Ed anche perché questa situazione si più cambiare, non che la gente è bastarda egoista nullafacente di default: è una questione di educazione. Ne esistono di nazioni in cui l'apparato statale è molto più efficiente e produttivo del nostro e popoli il cui pensiero di base è "sono un cittadino" invece che "fanculo le tasse si fottano gli altri".

Inoltre non avere i servizi di base in mano ai privati significa che nessuno può decidere di fotterti se governando fai qualcosa che non approva.
>> Num. 11652 quick reply
>>11649
Questo
Alcuni servizi necessitano di un minimo garantito che spesso non è remunerativo e quindi un privato senza incentivi e/o obblighi non li fornirà mai.
Poi d'accordo, il pubblico può diventare una merda corrotta e mangiona, ma ci vuole comunque la volontà di lasciar fare e questo paese è l'esempio estremo in negativo. E il privato non è fatto di santi che seguono la mano invisibile, può essere altrettanto corrotto: l'ndrangheta al nord non sarebbe così diffusa se non avesse la collaborazione di parte della classe imprenditoriale e la compagnia delle opere è essenzialmente un cartello di compagnie private che si nutre anche di soldi pubblici.
>> Num. 11653 quick reply
>>11649
Il problema dell'erogazione del privato e' piu' legata all'istituzione del monopolio che ad altro. In genere in queste cose ci sono accordi che vengono stretti affinche' il servizio sia garantito a un certo livello, pero' di base sono d'accordo col ragionamento (basta vedere la faccenda benetton - autostrade).
Diciamo che nel sogno bagnato ancap, la gestione del privato si concretizza in tante diverse aziende che competono per fornire un prezzo e una qualita' competitiva. Pero' ovviamente questo ragionamento non si puo' applicare a tutte le infrastrutture in quanto sono finite (l'autostrada e' quella e non hai altra scelta se non usarla).

>Ed anche perché questa situazione si più cambiare, non che la gente è bastarda egoista nullafacente di default: è una questione di educazione. Ne esistono di nazioni in cui l'apparato statale è molto più efficiente e produttivo del nostro e popoli il cui pensiero di base è "sono un cittadino" invece che "fanculo le tasse si fottano gli altri".

Ed esistono anche nazioni dove e' successo l'esatto contrario, vedi lo Zimbabwe, ma anche il Venezuela per dirne una...
Per ora il modello che ha funzionato bene e' quello nordico, pero' e' vero che li' c'e' un decimo della popolazione italiana con una densita di popolazione molto meno elevata (si parla di 14.2 abitanti per km/q contro i 201 dell'Italia, ed e' pure vero che sono riusciti a tirare su l'economia con un grosso boom dell'industria petrolifera.
Quindi ovviamente piu' capitale pubblico e meno persone (e quindi meno soldi da destinare ai servizi) sono un'accoppiata molto vincente per avere una situazione di base molto piu' favorevole.
In Italia, considerando quanto e' ingranato il malcostume, la criminalita' organizzata e la corruzione, non penso che il modello statale posso funzionare bene.

Quindi anche se di base posso essere d'accordo con te, la vedo buia.
>> Num. 11654 quick reply
>sogno bagnato ancap
l'errore di fondo è dare per scontato che l'interesse dell'imprenditore combaci sempre con gli interessi della società MEME
anche qui pensiero unico a gogo, ingenuità che fanno comodo eccetera eccetera
>> Num. 11657 quick reply
>>11649
>>11652
Questo si risolve facilmente: concorrenza e controlli da parte dello stato. Le concessioni come vengono fatte in Italia sono l'opposto del mantra libero e/o ancappino, sono invece l'emblema dello statalismo borbonico per cui fai i favori ai tuoi amici/parenti.

Non che il muh free market sia la panacea, non lo è, ma non diamogli colpe che non ha.
>> Num. 11658 quick reply
>>11649
Come puoi esistere un servizio base non remunerativo? Se un servizio è "base" le persone lo pagano, se non lo pagano non gli interessa.
>> Num. 11659 quick reply
>>11658
perché esiste una cosa che si chiama spesa
>> Num. 11660 quick reply
>>11659
spesa?
>> Num. 11661 quick reply
>>11660
quella che fai alla Lidl.

In ogni caso generalmente i servizi essenziali vengono forniti a prezzi inferiori a quello di produzione, dal momento che in parte li paghi gia' con le tue tasse. Per esempio il servizio scolastico non costa mica i 15.13 euro all'anno che fanno pagare. Considera la manutenzione dell'edificio, considera la luce, acqua e spese di riscaldamento, considera i salari dei professori e dei bidelli nullafacenti, nonche' tutta la mansada di cialtroni disabili degli impiegati di segreteria ed hai un'idea di quanto in realta' di spenda. Difatti un istituto privato arriva a costare 200/300 al mese se di qualita'. Cosi' come la scuola, considera gli ospedali, con prezzi di gestione ancora piu' elevati. In US un letto in ICU (terapia intensiva) costa circa 10mila dollari il primo giorno, e fino a 3000 dollari nei giorni successivi, a seconda delle cure necessarie. Molta gente sta crepando per il corona virus non perché' gli ospedali in US siano scarsi, ma semplicemente perché' non se li possono permettere.
>> Num. 11662 quick reply
>>11661
questo discorso continua a non avere senso.
Tu sostieni che un servizio "base" non sarebbe remunerativo. Mi devi spiegare, se un servizio è base, perché le persone non dovrebbero pagare per averlo.
Mi dici allora che è perché le spese sono troppo alte. Ma se le spese sono troppo alte per una popolazione, perché quella popolazione dovrebbe considerare quel servizio base?
Per esempio i beduini che girano per il deserto non hanno certo accesso all'acqua corrente o ad un sistema di fognature. Però se spendessimo qualche miliardo l'anno potremmo benissimo fargli arrivare l'acqua. Avrebbe senso? Non vedo i beduini che girano per il deserto reclamare la necessità dell'acqua corrente come servizio base, né pagata da loro stessi e men che meno dagli altri.

Quindi ancora devo capire come fai a definire un servizio "base" se non è un servizio che tutte le persone sono disposte a pagare, e se tutte le persone sono disposte a pagarlo perché non dovrebbe essere remunerativo.
>> Num. 11663 quick reply
>>11662
Un servizio non è "base" perché le persone sono disposte a pagarlo. Un servizio è "base" perché viene considerato come indispensabile per il rispetto e la realizzazione di un determinato diritto per una vita dignitosa nella società corrente. Dato che in Italia vige lo stato sociale e determinati diritti sono garantiti, l'accesso ai servizi che garantiscono tali diritti è indipendente dal reddito, dunque ognuno contribuisce al mantenimento di tali servizi secondo le proprie possibilità. E non funziona così in Italia, funziona così in qualsiasi stato: la differenza tra noi e gli USA è che da loro ci sono meno diritti garantiti, non che loro non ne hanno.

Prendendo il tuo esempio, che francamente è abbastanza di merda, il motivo per cui i beduini nel deserto non reclamano l'acqua corrente è perché nella loro società e cultura avere l'acqua corrente è considerato un lusso se non uno spreco. Nel loro caso il diritto inalienabile garantito per una vita dignitosa è l'accesso all'acqua ove disponibile, che infatti viene dato a tutti gratuitamente.
>> Num. 11664 quick reply
>>11662
>se le spese sono troppo alte per una popolazione, perché quella popolazione dovrebbe considerare quel servizio base?
Ma porco dio è così difficile da capire? Le spese non sono quelle della popolazione, sono le tue: mettere in piedi il servizio, manutenzione e stipendi. Se non raccatti più soldi di quelli che spendi non ha senso per un privato.

Prendi il trasporto in un paese in culo ai lupi. La corriera la prendrebbero 10 vecchi al giorno per fare la spesa, e un paio di studenti per raggiungere la stazione dei treni. Con i soldi di quei biglietti mi ci pago a malapena la benzina. Per l'autista, l'investimento per i mezzi e gli altri dipendenti dovrei tirare fuori di tasca mia tutto, o attingere ai guadagni di un'altra linea. Sarebbe un pozzo dove butto soldi all'infinito.
>> Num. 11665 quick reply
>>11662
>Nei paesi del terzo mondo, la gran parte della popolazione non ha accesso ai servizi essenziali
egraziearcazzo.jpg
>> Num. 11666 SABBIA! quick reply
Quindi mi stai dicendo che chi ha un pensiero manicheista è un subumano? Grazie OP, non ci ero mai arrivato, chissà perché continua a sussistere tale pensiero!
>> Num. 11667 quick reply
>>11664
>Prendi il trasporto in un paese in culo ai lupi. La corriera la prendrebbero 10 vecchi al giorno per fare la spesa, e un paio di studenti per raggiungere la stazione dei treni. Con i soldi di quei biglietti mi ci pago a malapena la benzina. Per l'autista, l'investimento per i mezzi e gli altri dipendenti dovrei tirare fuori di tasca mia tutto, o attingere ai guadagni di un'altra linea. Sarebbe un pozzo dove butto soldi all'infinito.

Una persona può vivere dove vuole, ma non può pretendere che gli altri lo servano.
Ho fatto l'esempio con i beduini proprio per questo. Non tanto per sapere come i beduini gestiscono l'acqua, bensì per cercare di farvi capire l'assurdità di spendere miliardi nel costruire un'acquedotto nel deserto perché bisogna portare l'acqua ai beduini. Così come accettiamo che il beduino viva in una zona non servita da immense quantità d'acqua nei tubi, non capisco perché invece rifiutiamo (per esempio) l'idea che i vecchi che vivono nei paesi, per tornare al tuo esempio, debbano essere trasportati a spese di chi lì non ci vive.

Se per il beduino non è un servizio "base" l'acqua perché dovrebbe esserlo il pullman per dei vecchi in un paese? Non ha assolutamente senso come cosa.

La verità è noi ci siamo inventati che esistono "servizi base", li abbiamo scelti arbitrariamente, e spendiamo risorse per mantenerli. Se un servizio è davvero essenziale, le persone sono disposte a spendere per mantenerlo, nella misura delle possibilità della società corrente. Cioè l'essenzialità di una cosa dipende dalle risorse della società. Per i beduini ci vogliono i miliardi per avere l'acquedotto, quindi è essenziale bere due volte al giorno ed essere forse geneticamente predisposti a questa condizione (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/980741/).
Similmente nessuno dovrebbe vietare agli abitanti di un paese di organizzarsi il trasporto per conto proprio.
Se fossero liberi di farlo lo farebbero, ma non lo sono sia psicologicamente (perché siamo una società dove siamo abituati ad essere serviti dagli altri) e sia di fatto per i problemi di tasse, burocrazie e permessi.
Magari userebbero un pullman senza aria condizionata, una tratta migliore, orari più adatti, partono solo quando il pullman si riempie, usano un pullman più piccolo, fanno a turno le commissioni, fanno una colletta in città, si accordano con un supermercato in città per il servizio navetta. Le possibilità sono infinite. E se poi proprio non gli conviene, lasciano il paese e si trasferiscono in una zona dove trovano i servizi che gli servono davvero e che riflettono la loro disponibilità.

La necessità di vivere in un paese in culo al mondo è una necessità illusoria. Si tratta di una scelta.

E pertanto vorrei proprio capire quali sono questi servizi base non remunerativi.
Certo esistono dei servizi base non remunerativi, ma esistono se io definisco come servizi base delle cose arbitrariamente, e poi mi incazzo se i terribili "privati" non si auto-schiavizzano per fornire questi servizi base. Invece si schiavizzano tutti, e si pagano pullman vuoti per viaggiare con una vecchia rimbambita da un punto ad un altro. E ci sono sprechi molto peggiori in nome dei servizi base.

Tanto per rincarare la dose, passiamo a sta frase:
> Un servizio è "base" perché viene considerato come indispensabile per il rispetto e la realizzazione di un determinato diritto per una vita dignitosa nella società corrente
Al di là di mille cose che si potrebbero dire sull'uso improprio della parola diritto, uno mi deve spiegare come può una società corrente capire cosa gli serve per una vita dignitosa se ciò che gli serve per una vita dignitosa è deciso arbitrariamente a priori, come abbiamo visto.
Ovvero i beduini non hanno bisogno di fare la doccia e bevono due volte al giorno. E nella loro società sono considerati dignitosi. Noi invece dobbiamo farci la doccia spesso e dobbiamo avere l'acqua corrente in tutte le case. Ok, ma chi ci dice che la risorsa acqua ci sarà sempre e potremo per sempre permetterci questa condizione? 150 anni fa acqua ce ne stava, ma mica tutta la gente aveva la doccia in casa. Chiaramente le abitudini sono cambiate perché ci siamo arricchiti, ma solo perché ci arricchiamo non significa che qualcosa diventa un diritto.
Per esempio potremmo avere un periodo di siccità, diventare più poveri da non poterci permettere di gestire l'acquedotto con le tasse e avere altre priorità. La lista di cose che possono succedere è immensa, come appunto può essere provato dai paesi dove le persone vanno alla ricerca di condizioni migliori, li abbandonano e così svuotano i mezzi pubblici.

Insomma non ha proprio decidere a priori cosa costituisce una vita dignitosa nella società corrente. Si viene a creare in base alla disponibilità di risorse, che vengono spese per acquistare determinati servizi che poi vanno a costituire l'insieme di ciò che rende una vita dignitosa, ma che ha senso solo e soltanto perché sono in primo luogo generatori di profitto e quindi possono esistere. Se non generassero profitto, non potrebbero mai esistere, perché nel lungo periodo esauriresti le risorse per mantenerli.

Ci sarebbero altre cose ma non vale la pena trattarle al momento, penso basti questo (e avanzi).
>> Num. 11668 quick reply
>>11667
Cioè cazzo di strawmen all'ennesima potenza. Come si fa a risponderti?
>> Num. 11669 SABBIA! quick reply
File 159626545854.jpg - (72.71KB , 800x1203 , 800px-Sabbiatura.jpg )
11669
>>11667
o sei un demente o sei un trollino paxerello
nel dubbio sabbio
>> Num. 11670 quick reply
>>11668
>>11669
no answers
no historical awareness
only entitlement
>> Num. 11676 quick reply
Riusciamo a farci andare bene quello che abbiamo, o siamo terminalmente insoddisfatti al limite del sopportabile?
>> Num. 11677 quick reply
>>11676
la seconda
>> Num. 11678 quick reply
>>11677
Questa è una cosa bruttissima, ma ce la faremo andare bene.


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