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18206 Num. 18206
Salò e bla bla Sodoma, lo volevo mollare dopo mezz'ora, ho provato a resistere e ho passato l'ora, ma poi l'ho mollato prima di finirlo perché non ero nel target ed era evidente, è un film che piace a quelli che vedono il loro fetish rappresentato sullo schermo (Pasolini chiaramente uno di questi) o a quelli che ci vanno per essere turbati e schifati da quello che vedono (tipo quelli ultrasensibili che guardano gli horror per spaventarsi), a me quelle cose non fanno ne caldo ne freddo e quindi boh, il film non ha niente da offrirmi
Però è conosciuto e pare piacere a molti quindi fatemi pure uno spoiler della seconda parte, c'è il twistone tipo che era un film nel film o cazzonesò i 4 cattivoni erano in realtà lieni oppure l'unico pregio è l'aver avuto le palle di mettere sullo schermo certe cose che sicuramente hanno portato a problemi vari e censure? perché a parte quello...
Non c'ho visto particolari pregi tecnici, c'era qualche attore buono ma anche parecchi pessimi, i ragazzi erano chiaramente gente presa a caso perché non sapevano proprio recitare e in alcuni casi erano anche doppiati in post (e pure male perché il lip sync era tutto sballato) e poi in generale erano zombie senza reazioni umane a parte una tizia che ogni tanto si disperava per la madre morta, la caratterizzazione dei personaggi era quasi assente a parte ancora una volta un paio dei cattivi ma i ragazzi proprio niente quando invece sarebbero loro quelli da caratterizzare di più dandogli una backstory e una personalità che spinga lo spettatore ad empatizzare per loro, la storia era proprio basica con tizi e tizie presi e portati in un posto per soddisfare la depravazione di gente potente, fine

Mi viene in mente Hostel che fa la stessa cosa ma la fa bene, si focalizza su meno vittime così da avere tempo di costruici una storia e quando iniziano a capitargli cose brutte tu empatizzi con loro e vuoi vedere se riescono a scappare e magari uccidere i loro aguzzini, oppure sei come me e speri che al protagonista vada di male in peggio perché è un vitafag che se l'è cercata, ma è comunque un modo per tenermi davanti allo schermo
Poi in Hostel la cosa è graduale e i morti ammazzati male credo arrivino attorno a metà film e da li è un crescendo, in Salò da subito iniziano inizia la perversione e praticamente ti abitua, se mi dai le peggio cose da subito e per tutto il tempo non sono più le peggio cose ma sono la norma
E per me Hostel è un 5 forse 6 su 10, se parliamo di film che mi sono piaciuti di più cito Tusk che fa un lavoro anche migliore, quando si vede lui trasformato in tricheco dici cristo santo poveraccio, se fosse successo a uno dei ragazzetti di Salò avrei detto lol che buffo che è, anche perché i ragazzotti avrebbero recitato malissimo

Adesso magari il cuore di qualcuno salterà qualche battito ma io lo dico comunque, Vacanze su Marte è un film scritto meglio PAM PAM PAAAAAAAMMMMM *urla di sconcerto e dolore*
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>> Num. 18207 quick reply
Salò è un film del cazzo. Tutto qui.
Noioso, pretenzioso, insensato. Una idea realizzata male di demonizzazione fascio/borghese. Che finisce solo con l'essere involontariamnte commedico e innaturale.
E' un film brutto di Pasolini. Venuto male. Uno sbaglio. Una realtà che nessuno vuole ammettere perché "sia santificato il suo nome".
E sarebbe un film dimenticato, se per qualche motivo non avesse costruito all'estero una strana fama di film più estremo ed horrorifico del cinema. Ma anche la fase finale del film, quella che riguarda la perversione più estrema della tortura e omicidio sembra più ridicola che spaventosa. Ci sono filmacci fatti con 2 soldi, con attori che neanche sanno recitare, molto più "estremi" e d'effetto (vedi i vari august underground).
E grazie a questa insensata reputazione, e alla sovrumanizzazione registica di Pasolini, continua ad essere ritenuto un film culto quando in tutto e per tutto non è altro che un filmaccio trash/pecoreccio degno di una allucinazione omoerotica di Alvaro Vitali.
>> Num. 18208 quick reply
>>18207
Ah ok non sono solo io
>> Num. 18213 quick reply
File 161894399857.jpg - (39.68KB , 411x480 , Pasolini demolito dal peso delle tue cazzate.jpg )
18213
Grazie al cazzo, se lo guardate come un film di exploitation, come fanno gli americani, è ovvio che non vi piace.
È cinema teatrale, dove gli attori fanno schifo e sono doppiati male perché non devono certo restituire un'emozione, stanno là a significare loro stessi e il personaggio.
Se vi aspettate la violenza o il feticismo il problema è vostro che avete scambiato il meme per il film, non della pellicola che balla sopra le vostre teste.

Cioè porca troia paragonarlo a Hostel e Tusk significa non solo non aver capito niente della cultura italiana del novecento e di Pasolini - e fin qui tutto bene ché giustamente nessuno nasce imparato e quindi magari non conosce il punto di partenza. Ma significa soprattutto non aver capito dove il film voleva andare a parare e aver continuato a guardarlo senza correggere il proprio sguardo in corso d'opera.

Non è il miglior film satirico, non è il migliore di Pasolini, non è dio sceso in terra. Ma non venite a dire che non ha particolari pregi tecnici solo perché non vuole avere i movimenti di macchina di Godard, e poi in OP postate una delle inquadrature più belle degli anni Settanta.
>> Num. 18214 quick reply
>>18213
Solo io non ho capito una sega di quello che ha detto?
>> Num. 18216 quick reply
>>18214
Dice che è ok per il film far cagare perché è fatto per essere un lassativo.
>> Num. 18217 quick reply
>>18207
> Una idea realizzata male di demonizzazione fascio/borghese.
Questa è una delle cose che trovo più fastidiosa di un certo tipo di cinema.
Che palle con la moglie puttana, la figlia troia, ed il marito frocio. C'è quasi questa ansia di dire che la vita borghese è merda, che l'onesta vita proletaria è meglio, e me lo dicono intellettuali foraggiati dai ricchi.


Poi su Salò scrivo qualcosa domani se mi ricordo, l'avevo visto tempo fa ma non ricordo bene.
>> Num. 18218 quick reply
File 16189567391.jpg - (281.76KB , 1600x900 , cover4.jpg )
18218
>>18217
Perché il punto è che il proletariato e le élite borghesi, gli intellettuali, sono più simili fra loro che alla classe media borghese.
Pasolini identificava negli umili la classe più pura, portatrice di un'autenticità che, all'aumentare del livello culturale, viene immancabilmente perduta, per poi essere recuperata ad altissimi livelli culturali.
Letteralmente pic relata cinquant'anni fa.
>> Num. 18219 quick reply
>>18218
Si vabbeh, l'idea di Pasolini era
>sono tutti coglioni
>tranne i coglioni
>> Num. 18225 quick reply
Si ecco, quello che volevo dire su Salò è: è un film che fa parte del canone del cinema occidentale. Ma il canone chi lo dice? non chi guarda i film ma chi li studia. Si tratta di uno quei film di cui parlano più i critici che il pubblico. Infatti, come dice >>18207 la fama è estera, da noi se lo inculano in pochi perché chi s'incula i critici da noi?

Per chi l'ha visto, questo film merita di stare fra i 100 film da vedere assolutamente? ovviamente no. A meno che non stiate scrivendo un libro sul cinema, in quel caso lo mettete.

Questo è il punto, è un film che guardi e consigli di vedere non perché sia bello o ti sia piaciuto ma perché così vuole il mondo accademico. Ci sono dei film con queste caratteristiche che sono anche belli, sia chiaro.
Diciamo che l'arte può essere intrattenimento o masturbazione, Salò è masturbazione.
>> Num. 18226 quick reply
>>18225
L'arte può essere molte più cose oltre quelle che hai elencato.
Salò è un libello. Un film provocatorio, didascalico, che s'inserisce in una precisa cornice culturale e in un preciso messaggio autoriale.
Non fare nemmeno lo sforzo di entrare in quest'ottica, pretendendo anzi che sia l'arte a doversi adattare a noi e non il contrario, è infantile.

E la fama è estera non per i critici, ma per i cialtroni che appunto cadono nel meme, lo leggono come un film horror, e ne parlano senza averlo guardato.
>> Num. 18227 quick reply
>>18226
>pretendendo anzi che sia l'arte a doversi adattare a noi e non il contrario, è infantile.

Al di fuori del contesto della discussione, a cui non ho partecipato perché' di cinema non ne so una sega, aborro assolutamente questa affermazione.

Questo e' il motivo per cui dobbiamo subire cialtronate come la tela tagliata, la banana appiccicata col nastro adesivo (che ok e' una provocazione, Cattelan non e' malvagio) e le cialtronate di Miro'. Non dico che tutta l'arte moderna sia brutta, anzi ci sono artisti tipo Kris Kuksi ma anche Giger o Dali' o diversi altri che cercano di andare fuori dai canoni classici. Pero' dire che dobbiamo accettare passivamente quello che i critici d'arte ci propinano e' completamente paradossale. Chi compra arte e ha i soldoni non ha spirito critico. La comprano perché' in quel momento va quello e fa fico averlo. Anche se fa schifo.
>> Num. 18228 quick reply
>>18227
>dobbiamo accettare passivamente quello che i critici d'arte ci propinano
Non penso proprio che l'anon sopra intendesse quello. Banalmente senza sapere niente del contesto storico ma anche artistico di un'opera non potrai mai capirla. Anche un quadro rinascimentale senza l'umanesimo e la simbologia cristiana diventa "solo" una bella immagine, se poi per te l'arte è fatta di "belle immagini" dove si deve dire mipiace/nonmipiace, contento tu ma sbagli.
Poi non è che se c'è il riccone che investe in opere discutibili e c'è gente che si esalta per dei concetti banali nascosti dietro una tela bianca e un cartellino col prezzo, allora anche cercare di capire il messaggio di Pasolini è accettazione passiva del criticaccio di turno. Il peccato più grosso dell'arte contemporanea è aver fornito l'alibi e lo strawmen perfetto a chi pretende (perché è una pretesa) di capire un'opera a prima vista come se questa esistesse in un vuoto.
>> Num. 18230 quick reply
>>18227
La banana sul muro e la tela tagliata le puoi criticare se prima hai imparato a capirle.
Derubricarle come cazzate solo perché appaiono come tali non è diverso dall'osannarle come geniali e fare i pompini ai commercianti. È evitare di ascoltare i critici dando però retta ai critici dei critici.
E allora contro cosa si combatte?
Contro un certo modo di guardare il mondo, contro il non avvertire i propri occhi e contro il mercato delle opinioni.
>> Num. 18232 quick reply
>>18230
>Solo se sei un critico d'arte puoi trovare uno stronzo nel cesso di un artista e dire "questa è merda".
Scommetto che sei uno di quelli che se ti fai un taglio a una mano e qualcuno ti dice "forse dovresti disinfettare e metterci un cerotto" gli rispondi "e a te chi t'ha laureato in medicina?"
>> Num. 18233 quick reply
>>18232
Peccato che tu al taglio sulla mano stai dicendo «Cauterizzalo con l'accendino e poi disinfettalo pisciandoci sopra».
>> Num. 18234 quick reply
>>18232
Il problema e' che il critico d'arte trova lo stronzo nel cesso dell'artista e dice "questa e' arte", cosi' te la possono vendere a centinaia di migliaia di euro.
Dettagli poi che magari il critico d'arte e' lo stesso che gestisce la galleria e ti vende le ciofeche, lui e' il critico.
La famosa merda d'artista di Piero Manzoni (battuta a 270 mila euro) sta li' proprio a sottolineare questo concetto. Se l'artista e' famoso e la sua opera d'arte numerata e in tiratura limitata, il mercato dell'arte moderna e' pronto ad accettare letteralmente merda.

Poi il critico d'arte puo' farsi tutte le seghine mentali sul come il taglio sulla tela rappresenti il vedere oltre la tela e bla bla bla, ma alla fine e' un cazzo di taglio su tela.

Io questo lo dico a prescindere di Salo' e Pasolini, che almeno il film l'ha fatto. L'arte moderna e' passare 1 ora e 20 di "effetto neve" e spacciarlo come film con i critici che ti fanno i bocchini ad ingoio dicendo "l'effetto neve, la piu' altissima forma di cinematografia! La telecamera che diventa interferenza per sottolineare il disagio del mondo moderno! Il dioporco! Il tecnico che ti fotte i soldi per riparare il televisore e vedi solo effetto neve! La fica di tua nonna!". E insomma ci siamo capiti.


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