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Al contrario di DC/hd/, le richieste di torrent, crack, etc. non sono contro il regolamento.

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16675 Num. 16675
Cosa ne pensate del DeGoogling? È da qualche mese che penso all'idea di ridurre la mia dipendenza verso i servizi Google.
>> Num. 16676 quick reply
Che è una stronzata, perché "di questi tempi" passeresti semplicemente da un "tizio che mi controlla tutto" ad un "altro tizio che mi controlla tutto". perché se non è google è apple, se non è apple è windows, se non è windows è salcazzo.
Valuta una vpn (io uso nordvpn dato che per me la velocità è fondamentale e le altre vpn mi hanno sempre dato problemi). l'unico rischio è il data breaching delle vpn (cosa di cui la stessa nordvpn è stata accusata, peddire), ma anche li entriamo poi in un tunnel in cui non usciamo piu e vivere senza dispositivi di un certo tipo, ora, è praticamente impossibile.
>> Num. 16677 quick reply
>>16676
Questo e i VPN sono una stronzata. perché al massimo danno un po' di anonimato fra te e l'admin del sito sche stai visitando. Ma è pressocchè trasparente per tutto quello che c'è nel mezzo. Dai data brokers alla polizia postale.
>> Num. 16681 quick reply
>>16675
Fai bene
>> Num. 16745 quick reply
>>16676
>passeresti semplicemente da un "tizio che mi controlla tutto" ad un "altro tizio che mi controlla tutto"

Ma anche no.
I punti focali dietro al degoogling (o più in generale, alla "disintossicazione" da software e servizi online offerti dai colossi tech) sono generalmente due:
- evitare di dipendere interamente da piattaforme senza grosse garanzie future (soprattutto nel caso di google, che ogni tre mesi ammazza un servizio avviato da anni), e
- tutelare la propria privacy/dati personali.

Pur sapendo che salvaguardare al 100% la propria privacy sia quasi impossibile (salvo forse approcciando la tecnologia come fanno i terroristi o i criminali di grossa portata), esiste comunque una via di mezzo tra l'essere del tutto paranoici e vendere volutamente il culo a Google (o Amazon, Microsoft o chi preferisci).

Prendi per esempio il cellulare. Da un lato ti viene venduto con una serie di app e servizi di default che spesso e volentieri si appoggiano a server dall'altra parte del mondo (per svolgere le funzioni più basiche), e dall'altro rappresenta probabilmente la vulnerabilità più grossa in generale nell'ambito di quel discorso sui dati personali.
Nel primo caso, ti fidi del fatto che tutto funzioni all'infinito (poi rimani inculato come con Google Photo, che dal mese prossimo ti impone di pagare una quota mensile per qualcosa che finora è stato gratis), e nel secondo caso sei d'accordo col fatto che le tue foto vengano accumulate in qualche server in culo ai lupi ed usate per potenziare gli algoritmi di chissà quale compagnia. Sei d’accordo col fatto che il tuo cellulare venga di fatto convertito in un microfono che ascolta perennemente tutto ciò che hai intorno, che Facebook invii una copia dei tuoi SMS privati ai propri server (e li hanno pure sgamati), che ogni tua app si faccia i cazzi tuoi andando a pescare dati da tutte le altre app inviando tutto da qualche parte.
Ma mettiamo che tu sia pure d’accordo con tutto: che male potrà mai fare? A chi importa se Google registra tutto quello che dici, lo converta in testo e lo usi per targettarti con pubblicità mirate? A chi importa se metà della tua roba viene salvata sul cloud?

A nessuno, finché qualche gruppo trpp haxxor che non avevi mai sentito prima penetra in un server di Apple, ed i nudes della tua tipa finiscono su un sito di porno amatoriali. E la tua mail principale finisce nelle liste pubbliche e viene inondata ogni giorno di 30 mail sull’allungamento del cazzo, il tuo numero cellulare finisce in una lista simile ed iniziano a chiamarti ogni mattina alle 7 in punto dal Marocco, tutte le tue password salvate con l’app del portachiavi vengono sbattute in un archivio pubblico insieme a quelle di un altro mezzo milione di stronzi a caso e quando meno te lo aspetti ti ritrovi fuori da quattro account che ti servivano, e magari qualcuno ti clona pure la carta di credito, e via con furti d’identità e cazzi vari. 
Non si tratta di “fidarsi” delle grosse compagnie in sé (che comunque coi tuoi dati hanno il diritto di fare le peggio cose, e non puoi manco appellarti a nulla perché in fondo sei stato tu a mettere la spunta a quella schermata di termini e condizioni che non hai letto manco per sbaglio), si tratta di sperare che “tutto vada per il meglio” e che l’azienda americana di turno non venga inculata da un leak buttato su un sito di Tor.
Si tratta letteralmente di lanciare i dadi e non pensarci, tanto figurati se succede. E poi succede.

E mi dici che se non ti rifai a google dipendi da apple, o da Microsoft o chi per esso. Vero. Oppure ne fai a meno.
Magari sul cellulare ti flashi una fork degooglata di LineageOS, così allergica ai sistemi di google che manco puoi fare il login in uno qualunque dei loro servizi. 
Piuttosto che dipendere dalle app che offre Big G, magari ti installi il corrispondente FOSS che al posto di incatenare te e i tuoi dati ai server di una multinazionale americana fa tutto in locale.
E se devi proprio usare un'app ciucciadati la fai girare su Island o Insular o quello che ti pare, che di base agisce come una VM e la estranea dal resto del sistema. 

Magari rinunci alla comodità del cloud e ti compri un disco esterno che ogni giorno si fa un paio di backup. Magari torni pure a usare le chiavette o al massimo a spostare i dati sella rete locale.
E se sei proprio in fissa con la privacy (per chissà quale paranoia, oppure perché ne hai le palle piene di far campare ‘ste multinazionali sulla vendita dei tuoi dati) magari usi Nitter, Invidious/Freetube e Searx per accedere ai dati di Twitter, YouTube e cercare su Google. 
Magari sul browser ti installi HTTPS Everywhere, LocalCDN, Ublock, magari usando pure Ungoogled Chromium o qualcosa di analogo. 
Magari sul cellulare ti installi MicroG.

Se uno vuole e non è del tutto un analfabeta informatico, le opzioni non è che manchino, e non è che devi farti una vita miserabile per star dietro a queste stronzate.
E non parlo nemmeno in quanto uno di quegli invasati di Linux e del software libero; mi stanno solo sui coglioni gli americani.
E continuo a ricevere mail scammose sull'indirizzo principale dai tempi del furto di dati di Adobe del 2013.
>> Num. 16746 quick reply
È una cosa interessante e volendo anche fattibile ma... è il tempo libero e la scomodità di farlo.
Alla fine la comodità vince su tutto il resto: non devi pensare al backup dei tuoi dati, se le app che stai usando è aggiornata e così via.
La privacy è importantissima e per questo bisogna combattere perché vi siano delle regolamentazioni a livello europeo e soprattutto che vi sia un piano continentale per ridurre la dipendenza dell'Europa da software, servizi e hardware di altri paesi. Sarebbe bello avere un motore di ricerca europeo alternativo a Google, un fornitore di Cloud alternativo agli OTP e che l'hardware venga perlomeno progettato qui in Europa (architetture dei processori e così via).
>> Num. 16775 quick reply
Io per le ricerche uso startpage.com
Come browser uso Firefox...
E le app di Google del telefono le ho disattivate


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