-  [WT]  [Home] [Manage]

[Indietro]
Modalità post: Risposta
Email b i u s sp
Soggetto   (risposta a 28195)
Messaggio
File
URL File
Embed  
Password  (per cancellare post e file)
  • Tipi di file supportati: GIF, JPG, MP3, PNG, SWF
  • Massima dimensione del file 8000 KB.
  • Le immagini più grandi di 250x250 pixel saranno ridimensionate.
  • Ci sono 1129 post unici. Vedi catalogo

  • Blotter aggiornato il: 2017-10-11 Vedi/Nascondi Vedi Tutti

File 159508844212.png - (163.56KB , 316x310 , pikaugly.png )
28195 Num. 28195
Se ci sono anon PhD vorrei sentire le loro esperienze post-dottorato.
Io sono dottorando ed è ora di pensare concretamente a cosa fare dopo. Ho sempre avuto in mente di restare all'università, dove il grande pregio è l'indipendenza e l'autonomia della ricerca. Ultimamente però a volte mi trovo a valutare la possibilità di lavorare in azienda, unicamente per il fatto che ciò permetterebbe di vivere una vita stabile e con una paga maggiore. Tuttavia in Italia il PhD non vale un cazzo al di fuori dell'università e anzi pare che sia spesso visto con cattivo occhio da parte delle aziende, inoltre la paga buona arriva al livello manageriale dove il lavoro si svolge in ufficio piuttosto che in laboratorio. All'estero, invece, un PhD può arrivare a guadagnare una barca di soldi continuando a essere parte attiva dell'R&D.
C'è da dire che comunque la questione estero vale anche per l'università: quanti anni di assegni da pochi spiccioli, borse, concorsi truccati e merda dovrò subire prima di avere una posizione decente in Italia non mi è dato saperlo. Ho già avuto esperienza di ricerca all'estero, stavo male lontano dall'Italia e rientrare mi ha dato un notevole sollievo. Però là fuori circolano molti più soldi e molte più opportunità di ricerca e di carriera accademica di prestigio.
Aggiungo poi che ora come ora non ho intenzione di continuare come postdoc nella città in cui mi trovo adesso. Il che complica enormemente le cose, visto che arriverà il momento in cui cercherò un assegno di ricerca in università dove non mi conosce nessuno. Ogni tanto per farmi un'idea delle opportunità future incappo in qualche approvazione atti per assegni e mi sale l'angoscia quando scopro che nel 90% dei casi il concorso era palesemente pilotato.
Insomma, come risolvere il dilemma del binomio desiderio di carriera accademica e desiderio di stabilità e benessere economico? Solo espatriando?
>> Num. 28196 quick reply
In Italia hai solo la speranza di fare il raccoglitore di pere, il metalmeccanico, o l'informatico sottopagato, all'estero puoi ambire a molto di più.
>> Num. 28197 quick reply
Si, solo espatriando.
/filo.


Cancella post []
Password  
Segnala post
Motivo