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27363 Num. 27363
Anon, come sempre siamo arrivati al momento di tirare le somme: com'è stato il tuo 2019? Ne sei rimasto soddisfatto? c'è qualcosa che rifaresti diversamente se potessi? imparato qualcosa?
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>> Num. 27364 SABBIA! quick reply
È stato l'anno peggiore in assoluto, il 2020 può solo migliorare. Obiettivo: andare a vivere da solo senza contare su nessuno. Soprattutto sulle donne.
>> Num. 27365 quick reply
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27365
Anno migliore dal punto di vista dei guadagni monetari, di skill lavorative acquisite, e di abilità sociali.

Imparato qualcosa? La tua credibilità cambia solo al cambiare del gruppo sociale con cui giri. L'identità è un costrutto sociale che viene assegnato almeno in parte dalla gente con cui giri. La paura e l'ansia sono i fattori della tua distruzione ma anche della tua costruzione.

Soddisfatto? Si perché personalmente mi sento migliorato e ho fatto cose che gli altri anni non ho fatto, no perché le cose attorno non sono migliorate e persistono comportamenti e azioni deleteri che sono al di fuori della mia possibilità di controllarli e farli adattare a ciò che servirebbe sul serio.

Rifare diversamente? Acquisire ancora più skill sociali e hard skills prima di venire assunto in un posto di lavoro, dato che le aspettative sono chiaramente state deluse.
>> Num. 27366 SALVIA! quick reply
A metà anno è iniziato un lento declino cognitivo. Non ho nessuna speranza per il futuro.
>> Num. 27367 SABBIA! quick reply
>>27366
Io ho iniziato ad avere deficit di memoria. Uniamo le nostre forze e avremo il primo supereroe deficiente della storia
>> Num. 27368 quick reply
Sono successi dei tracolli nel mio 2019, ma li vedo in maniera positiva perché sono stati crolli di situazioni sbagliate stratificate nel tempo, e tra alti e bassi gli ultimi tre mesi dell'anno sono passati nel segno di una grande rinascita, come non avevo da molti anni.
>> Num. 27369 quick reply
Analizzandolo in senso assoluto non è stato un anno particolarmente positivo, ma si va ad inserire in un contesto in cui le aspettative per definire un anno "buono" sono talmente basse che il 2019 ci rientra quasi di diritto.
Non è stato un anno di grandissimo cambiamento, di rinascite, rivincite o chissà che altro, sono semplicemente andato avanti nella mia vita.

Personalmente non mi ricordo nulla dei primi 6 mesi se devo essere sincero, se non un paio di eventi che hanno (in un certo senso) fatto da preludio ai successivi 6. Da Maggio-Giugno in poi le cose stanno migliorando in maniera lenta e impercettibile, niente di evidentissimo ma è innegabile che rispetto al 2018 io oggi stia un po' meglio in generale. Credo di avere un fisico che non avevo nemmeno a 20 anni, a lavoro le cose vanno benino e si prospettano ottime per il futuro prossimo (da Marzo probabilmente avrò delle entrate veramente consistenti che non so se avrò nel 2021), ho conosciuto qualcuno di nuovo e sto riscoprendo quella vena umoristica che gli anni e gli eventi avevano nascosto. Piccole cose, ma ripeto, meglio del 2018.

Un abbraccio a chi di voi ha avuto un pessimo anno. So cosa vuol dire.
>> Num. 27370 quick reply
Nel 2019 ho iniziato a lavorare seriamente. Devo ammettere che ha ucciso una parte di me. Non è tanto quello che potrei fare con quelle ore se non lavorassi, se fossi neet le sprecherei in altri modi. Il problema è che è diventato talmente tanto una routine che quando poi mi sono preso una settimana di vacanze mi sentivo vuoto. Mi sono accorto di un vuoto esistenziale che prima non percepivo.
>> Num. 27371 quick reply
>>27370
Ti capisco, per me è così ogni fine settimana.
>> Num. 27375 quick reply
File 157813178367.jpg - (9.00KB , 245x326 , doooom.jpg )
27375
>>27370
OP qui, non vorrei prendere quello che hai descritto alla leggera, ma è esattamente una delle mie paure sul futuro, quando comincerò a lavorare "seriamente".
Dopo aver aperto il filo ho bighellonato un po' godendomi il dolce far (quasi) nulla delle feste ma ho riflettuto un minimo anche grazie alle vostre risposte.
In generale per me il 2019 è stato un anno in cui ho fatto dei bei passi avanti, direi sopratutto nei rapporti con gli altri, con il gentil sesso in particolare e con il mio piccolo mondo che mi circonda (università, ambienti che frequento, casa). Direi che ho imparato ad essere più produttivo e a non prendermela troppo con me stesso quando non lo sono, ma anche a darmi una "svegliata" quando ne ho bisogno, credo che sia una cosa abbastanza difficile sopratutto all'università che sto frequentando adesso, per la "libertà" che dona, non così facile da gestire insieme alla mole di lavoro.
Se potessi tornare indietro, farei il possibile per non deludere un paio di persone che ho deluso nel 2019, anche se in un caso non era completamente colpa mia e devo capire che non è possibile accontentare tutti.
Ora spero di iniziare l'anno nuovo al meglio, per ora i pensieri negativi non stanno prendendo il sopravvento e ne sono fiero, speriamo di procedere a gonfie vele per un po'.
Buon anno nuovo a tutti gli anon e buona fortuna in tutto!
>> Num. 27380 quick reply
>>27375
Mi sono dovuto godere il dolce quasi far nulla per 10 anni. L'università in tanti casi é solo un altro tipo di prigione, la prigione del non scegliere.
Se avete scelto una università che vi stimola e vi appassiona allora avete fatto bene. Ma in caso contrario potreste trovarvi davanti a un muro che scalerete con fatica e in gran parte perché dovrete finirlo per uscire da quel tunnel con la tesi e il pezzo di carta in mano.
>> Num. 27390 quick reply
Anno da gattopardo, cambiare tutto per non cambiare nulla.
Dopo 1-2 anni fuoricorso sono riuscito a prendere quell'inutile pezzo di carta e finire la mia lauretta triennale, per poi iniziare uno stage e convivere con la mia gf per un po'.
Stage finito, convivenza finita ma non la relazione, siamo ancora innamorati ma ci siamo accorti che probabilmente non siamo fatti per stare assieme, potremmo lasciarci nel 2020 e non so come e quanto sopravviveremo la cosa. Sarebe la cosa migliore per entrambi probabilmente ma ne usciremmo letteralmente distrutti, motivo per cui stringiamo i denti e tiriamo avanti, niente lavoro per cui ho studiato, si torna a essere inutili e depressi.
Il 2020 spero sblocchi qualcosa, nel bene o nel male. Non ne posso più di questo ciclico stillicidio.
>> Num. 27396 quick reply
File 157832222039.jpg - (35.82KB , 300x250 , The-difficult-is-what-takes-a-little-time-the-impo.jpg )
27396
>>27390
>tutto quel testo annerito
Devi lasciarti alle spalle la paura di non sopravvivere a quella cosa e alla possibilità di essere distrutti.
Non dovete fermarvi dal fare ciò che é necessario per andare avanti. Entrambi dovrete bruciare i ponti che vi legano.
>> Num. 27399 quick reply
Ma tipo storie di anon che ce l'hanno fatta?
>> Num. 27400 quick reply
>>27399
Anon non ce la fa.
>> Num. 27401 quick reply
>>27399
Cosa vuol dire "farcela"? Adeguarsi a un certo tipo di modello di successo? Il corrente prevede di essere psicopatici o almeno nel cluster b.
>> Num. 27402 quick reply
>>27401
lolcalcio
loldilettaleotta
lolcorona
>> Num. 27409 quick reply
>>27401
Partire dai presupposti di anon ed arrivare ad un modello di successo oggettivo.

Stavo scrivendo la lista dei "presupposti di anon" e del "modello di successo oggettivo", ma poi mi sono detto che potrebbero non corrispondere.

Quali sono i presupposti dell'anonitudine e quali sono i modelli di successo oggettivo che vi vengono in mente?

Segue (spoiler), quello che avevo pensato.


Accetto correzioni e critiche costruttive.

Esempi di Presupposti di anon:
- malattia mentale più o meno grave
- famiglia di origine disastrata
Impicando:
- scarsa capacità di apprendimento nel sistema scolastico
- scarso interesse nelle attività proposte dal mainstream

Esempi di modello di successo oggettivo:
- avere disponibilità di risorse ottenute sfruttando quello che piace fare
- essere sessualmente soddisfatto.
- avere tempo libero sufficiente per perseguire ciò che piace fare fuori dal "lavoro"
- salute fisica (l'obesità è una malattia)
- salute psichica

>> Num. 27410 quick reply
>>27409
>malattia mentale più o meno grave
Questo é chiaramente il peggiore perché é il più subdolo e il meno diagnosticato.
>scarso interesse nelle attività proposte dal mainstream
Altro punto cardine pericoloso se non lo si segue.
>> Num. 27412 quick reply
>>27410
Secondo me il secondo ha sempre implicato il primo.
Nei modi sopratutto.
Ti può "non piacere" il lolcalcio e il mainstream ma una cosa è dire "meh, non mi piacciono" e un'altra è rifuggerli strepitando autisticamente, in pubblico.
>> Num. 27421 quick reply
File 157850038235.png - (50.49KB , 740x100 , no.png )
27421
>>27412
Ritengo inutile mettere a confronto gente che gioca a calcio sin da quando era bambino con gente che giocava coi videogiochi, e poi aspettarsi che il secondo giochi bene a calcio con i primi, a 22 anni d'età.
Forzatamente vieni convertito al calcio, ma gli altri non si convertono ai videogiochi che non siano FIFA, fanno gruppo e ti puntano il dito addosso.
Quindi la scelta é accettare di giocare con loro (giocando male e svogliatamente) o provare a trovare altra gente con i tuoi interessi, su videogiochi e fumetti.
Non andò mai bene. O forse sì.
Cosa fare quindi: integrarsi forzatamente nel mainstream affrontanto dolori e delusioni, o inseguire il non mainstream con ben poche persone e una vita al di fuori della realtà? Ho fatto entrambe le cose per parecchi anni.
Mi sono spesso sentito come strappato in due, tirato in due dimensioni diverse.
Ma ormai é passato tutto, quel che rimane sono frammenti dimenticati, che possono solo ritornare come amari ricordi.
>> Num. 27422 quick reply
>>27421
Anon quello che dici non mi pare abbia senso.
Nemmeno io ho mai giocato a pallone, mentre mio fratello andava alla scuola calcio.
Non mi sono mai sentito veramente stigmatizzato, mai. Non ho mai avuto nemmeno l'impressione.

Quando ho cominciato a giocherellare durante l'uni ero una mezzasega ma a quel punto non me ne fregato granchè. In realtà dopo un po' aveva pure cominciato a piacermi e riuscivo pure ad avere qualche piccolo risultato se misuravo quello che sapevo fare rispetto agli altri giocatori e concentravo tutti gli sforzi in maniera opportuna.

Mi ricordo che molti anni fa, prima delle superiori, avevo amici che giocavano sempre a fifa e io mi sono rifiutato categorigamente di tenere il controller in mano ed insistere fino a quando non hanno cambiato gioco (Duke Nukem: A time to kill).

Quello che dici potrebbe avere seguito e senso solo in uno scenario: il paesello.
Era il paesello, per caso?

Dobbiamo mettere anche quest'ultimo nei "Presupposti di Anon"?
>> Num. 27424 quick reply
>>27422
Il paesello o paesone dove un po' tutti si fanno gli affari degli altri é un altro problema.
Nel paesellone essere fuori dal mainstream é un problema più pressante perché non ci sono gruppi di persone con interessi non mainstream, ma solo persone isolate.
O ti adegui o vieni tagliato fuori e bollato come strano.
E se vieni bollato come strano non ti verranno dati aiuti, né comprensione. Solo bullismo e sfruttamento.
Il tizio timido che tenta di farsi i fatti suoi viene aggredito e solo quando riesce a tirare fuori gli artigli e incazzarsi viene lasciato in pace, proabilmente dopo essere stato bollato come pazzoide asociale.
E quindi se cerchi di adeguarti vieni preso a sassate, se non ti adegui diventi un eremita.
Sul discorso "prendere sassate forma il carattere" e "a fare solo quel che piace si rimane dei vermi" possiamo vedere cosa ci sia di vero o non vero.
>> Num. 27430 quick reply
>>27424
O.k. era il paesello o una piccola città in terronia (as a terrone...).

Conoscevo un tizio che corrisponde alla descrizione e che veniva a studiare, pendolare, nella mia città da un "paesellone" sulla costa.
È pure manlet.
Più o meno raccontava le stesse cose che mi scrivi tu.
Mi ha raccontato che, comunque, secondo lui, l'amore dei suoi genitori gli ha impedito di sviluppare le malattie mentali che portano all'anonitudine e, dopo aver fatto il pornoattore in germania per un po', ora ha due figli e mi pare sia felice.

A questo punto mi viene da pensare che "il paesello" sia un catalizzante ma non è "condizione sufficente", da sola, per formare un Anon.

Allora, queste storie di Anon che ce l'hanno fatta?
>> Num. 27442 quick reply
>>27430
Per diversi mesi ce l'ho fatta lavorando in un posto che mi piaceva e mi stimolava. Poi è finito tutto.
>> Num. 27447 quick reply
>>27442
dicci di più
>di più
>> Num. 27448 quick reply
File 15787389863.jpg - (34.37KB , 1280x720 , maxresdefault.jpg )
27448
>>27447
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