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26899 Num. 26899
Anonimi ho ripreso a uscire con la gente del paese dopo due anni, due anni in cui quasi tutti si sono messi a lavorare fra fabbriche e uffici.
Porco dio che nervoso la mentalità che hanno preso: se non lavori quanto loro sei un coglione scansafatiche, se studi sei automaticamente inferiore (parole loro) perché perdi tempo che potresti impiegare a lavorare, non parliamo di chi studia qualcosa di umanistico (inutile dire che non hanno mai aperto un libro in vita loro). Nonostante questo a nessuno di loro piace lavorare e cercano di fare il minimo possibile per portare a casa lo stipendio.

La cosa che mi fa più incazzare sono i discorsi del tipo "muh i giovani d'oggi..." fatti a 21 anni, VENTUNO.
A questi rigurgiti di mentalità da quarantenne lombardo si affianca il sogno da trapper sedicenne di fare una valanga di soldi e di sbatterli in faccia alla gente a suon di status symbol.

In realtà mi rendo conto che è gente che a 16 anni ha lasciato le superiori o ha fatto un professionale perché non aveva sbatta di studiare e adesso si rende conto di avere una vita a senso unico. Contro gli universitari vedo un rancore infinito.
Ho lasciato dei diciottenni cazzoni e ho ritrovato mio nonno incazzato che sogna una vita che non potrà mai avere.
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>> Num. 26900 quick reply
  canzone ridicola che riassume perfettamente il modo di pensare
>> Num. 26901 quick reply
Pensi che sia solo invidia sociale oppure altro? Ho notato anche io una frustrazione simile fra i miei coetanei, anche quelli che frequentano l'università, frustrazione che si traduce in pensieri cinici, conversazioni svogliate e che mi fanno venire il latte alle ginocchie, questo continuo lamentarsi passivamente che è diventato un meme alla "mai una gioia". è un modo di (non) sfogarsi che mi è sempre stato sul cazzo, l'anon medio che si dispera per la situazione e apre un thread su una board semideserta affronta 100 volte meglio i suoi problemi in confronto, imo
>> Num. 26902 quick reply
OP mi è capitata una cosa simile.
Io dopo il liceo me ne sono andato a Milano a studiare e sono rimasto "fuori casa" a lavorare. Ormai sono 10 anni che vivo fuori e per ora non ho intenzione di tornare.

Ho mantenuto i rapporti con diverse persone che sono rimaste nella mia città (non è una città grande ma nemmeno piccola).

Vedo che tra me e loro c'è un abisso, sia nella mentalità che nell'essere indipendenti.
Soprattutto un mio caro amico, nell'ultimo anno ha cominciato a rinfacciare a tutti di quanto lavora lui e di quanto gli altri non facciano un cazzo.

Lui, finita l'università, è andato a lavorare nell'azienda del padre che lavora in un settore che nulla c'entra con quelle che erano le sue aspirazioni e con quello che ha studiato.
Secondo me questa cosa gli pesa molto .

Ha poi detto che lui non ha potuto studiare fuori casa perché avrebbe pesato troppo sul bilancio familiare.
Peccato che ha almeno 3 appartamenti da cui prende l'affitto (cosa che non hanno tutti) e nulla ti vieta di lavorare mentre studi.

Insomma, si è fatto il suo "Story telling" per mascherare quella che è a mio avviso una insoddisfazione di fondo.
>> Num. 26907 quick reply
File 156968479979.jpg - (29.26KB , 477x627 , crtn cns 02.jpg )
26907
Cambia amici.
>> Num. 26908 quick reply
L'italiano ha due problemi: pensa da vecchio e ha una enorme invidia sociale.
>> Num. 26909 quick reply
>>26901

>Pensi che sia solo invidia sociale oppure altro?
anche, ma alla base come dice l'anon dopo di te c'è tanta insoddisfazione
>conversazioni svogliate
cosa intendi? ogni volta che mi ritrovo con loro sono sempre le stesse cose: cannone, birretta nel bar del paese e sparare cazzate o ricordare i vecchi tempi. Diciamo che anche qui la vita provincia non aiuta.
>l'anon medio che si dispera per la situazione e apre un thread su una board semideserta affronta 100 volte meglio i suoi problemi in confronto
concordo, costruirsi una storia per alla fine dare la colpa agli altri non ti aiuta per niente

>>26902
>Vedo che tra me e loro c'è un abisso, sia nella mentalità che nell'essere indipendenti
sull'indipendenza non posso dire niente, sono studente e abito coi miei, mentalità non so cosa intendi
>lavorare nell'azienda del padre
same uno del gruppo, non lo invidio anche se avrà l'azienda sua

se oggi vai a lavorare giovane, soprattutto operaio, diventi classista e antintellettuale come pochi (sesso droga e pastorizia docet)
anche politicamente si riflette la mentalità: o sei un lavoratore o sei una zecca rossa e non meriti un cazzo (sesso droga e pastorizia docet)
però mi chiedo, a 40 anni uno così cosa fa? si spara?
>> Num. 26910 quick reply
>>26907
è la compagnia che mi porto dietro dalle elementari/medie
gli amici dell'uni li vedo più raramente per la lontananza e loro sono l'unico gruppo che ho in paese
mi sto accorgendo di odiarli quasi tutti
>> Num. 26912 quick reply
>>26908
Questo, semplicemente.

>>26909
>se oggi vai a lavorare giovane, soprattutto operaio, diventi classista e antintellettuale come pochi (sesso droga e pastorizia docet)

Il lavoro da operaio generico è qualcosa che devasta l'essere umano e lo riduce a una bestia, io ci sono passato di persona ma ne sono uscito appena ho potuto. Non solo perché è una vita da schiavi, ma anche e soprattutto perché la sola idea di ridurmi come certi "giovani" che a ventitré anni fanno discorsi tipo "che palle andare in ferie, non so che cazzo fare, preferivo stare a lavorare" - giuro che li ho sentiti con le mie orecchie - mi terrorizzava a morte. Preferirei non ironicamente morire piuttosto che ridurmi a un subumano incapace di concepire altro nella vita oltre al tran tran casa-lavoro-lavoro-casa.

Il problema della maggior parte delle persone è che non hanno voglia di fare un cazzo - e quello sinceramente lo posso anche capire, anche io sono un fancazzista - e allo stesso tempo non hanno un cazzo di voglia di vivere, non hanno idee, non hanno fantasia, hobby, niente di niente. Ho visto gente che quando gli raccontavo che mi interesso di modellismo, guardo film, leggo fumetti ecc mi guardava come fossi un alieno, lo stupore più assoluto. Se chiedi a uno a caso cosa farebbe se vincesse cento milioni al superenalotto, gli si palla lo sguardo e ti balbetta due parole sole: "casa" e "macchina". Nessuno che voglia viaggiare per il mondo o che voglia investire in un'attività o che abbia qualche progetto fantasioso nel cassetto. Niente di niente. Un esercito di droni del cazzo che non concepisce nessun uso del proprio tempo libero che vada oltre il guardare la televisione, uscire al baretto e toh, a esagerare andare allo stadio. E sono tutti droni a cui hanno inculcato quei valori del cazzo da dopoguerra tipo lo sposarsi, fare famiglia a tutti costi, avere la bella casa, la bella macchina, il posto fisso eccetera, quindi inconsciamente disprezzano chiunque esca un minimo dal seminato ma allo stesso tempo gli fa schifo la vita che si autoimpongono perché interamente basata su idee altrui.

Preferisco essere sinceramente lo squinternato che sono, perennemente al verde ma con interessi e cose da fare, piuttosto che ridurmi a una vita da automa solo per compiacere qualcun'altro.
>> Num. 26913 quick reply
  >>26912
>superenalotto "casa" e "macchina"
aggiungici la figa e qui è dove finiscono i sogni

>inconsciamente disprezzano chiunque esca un minimo dal seminato ma allo stesso tempo gli fa schifo la vita che si autoimpongono perché interamente basata su idee altrui
esatto, ma prima o poi qualcuno se ne rende conto e smatta

altra canzone che riassume perfettamente il concetto, questa però è bella
>> Num. 26914 quick reply
  >>26913
Credo che il barbatrucco sia rimanere bambini dentro.
Farlo e rimanere membri funzionali della società è difficile.
Farlo e riuscire ad avere disponibilità di risorse è ancora più difficile.
Farlo ed avere una qualche forma di successo è per pochi.
Me trste.
>> Num. 26915 quick reply
>>26912
Io ho fatto l'operaio in fabbrica per un anno a 19 anni per poi iniziare l'università, mantenendomi poi facendo lavoretti pesanti del cazzo che mi hanno portato a finire fuori corso. Rimpiango quei tempi perché erano 1300€ fissi, 8 ore di lavoro precise, straordinari pagati, tempo libero. Se avessi continuato adesso potrei comprarmi casa e non stare in camerett. Invece adesso sono laureato in lollettere, non esce un concorso manco a pregare, devo fare il precario e tenere un secondo lavoretto del cazzo in cui vengo sfruttato come uno schiavo davvero. Certo, bello sapere quanti peli sul culo aveva Calvino, ma superati i 30 rimpiango da morire di aver studiato.
Se esistesse uno Stato vero vivrei una bella vita a scaldare una poltrona e a guardare minorenni. Invece devo rimpiangere di non essere un subumano.
>> Num. 26916 quick reply
>>26915
Specialistica da un anno solo, all'estero. 6 mesi di corsi, 6 mesi in azienda, spesso non continuativi.
Si chiama "percorso in alternanza" (tradotto nelle varie lingue.
Se ti interessa ti do una mano a trovare.
>> Num. 26917 quick reply
IQF: bambini speciali.
>> Num. 26919 SABBIA! quick reply
File 156987327612.gif - (487.20KB , 500x281 , 8c35392a56581ea755dc9e10b006a290.gif )
26919
>>26917
I bambini "normali" sono quelli descritti da OP quindi?
inoltre gif relata
>> Num. 26920 quick reply
Giusto per curiosità, quanti anni avete ITT tutti voi? perché mi chiedo se non sia io troppo vecchio per star qui.
Non lo dico per offendere o altro, è una domanda costruttiva.
>> Num. 26921 quick reply
File 156988483295.jpg - (183.98KB , 1200x628 , buongiornissimo-kaffe-fenomeno.jpg )
26921
>>26920
Non dirò l'età precisa, lascio solo un indizio. Personalmente non penso che l'anagrafe debba essere un qualcosa da considerare sulle board
>> Num. 26922 quick reply
Soliti consigli: i 20enni di niuchan devono ridirre la paura e l'ansia che le varie situazioni gli propinano (ad esempio: andare all'università, fare colloqui di lavoro, avere amici che scopano e che si comprano l'auto e si vantano di fare queste cose credendosi speciali, e via così), se vi fate andare bene quello che vi succede non potete sbagliare, essere vergini é sempre accettabile perché non siete disposti a finire a letto con la prima succhia piselli con vagina infetta che capita, il lavoro dello spurgo fognario vale quanto quello di un programmatore e di uno che fa panini al MacDolan, ma ricordate di imporvi su quel che volete fare seriamente e mandate a fanculo chi cerca di imporsi con insistenza su di voi.

Vi piacciono i videogiochi e questo sabato non avete soldi per andare in discoteca con i soliti ragazzi che ci vanno perché "devono farlo"? State a casa e giocate.

Vi incuriosisce quel posto di lavoro da tecnico dei computer di Tecnolab s.r.l., ma i genitori vi dicono che dovete studiare medicina a partire dal 2020? Portate il curriculum e vedete se vi fanno un colloquio.

Vi piacerebbe studiare una lingua diversa dall'italiano? Guardatevi in giro e vedete se trovate corsi serali per quella cosa.

L'invidia sociale deve ridursi e venire rimpiazzata con la laboriosità e la curiosità di fare e provare.
>> Num. 26925 quick reply
>>26910
>è la compagnia che mi porto dietro dalle elementari/medie

Cambia giro di persone. Anche incontrare gente nuova é una buona idea, altrimenti sei limitato sempre alle idee che circolano tra i tuoi vecchi amici delle elementari/medie.
>> Num. 26926 quick reply
>>26921
>Personalmente non penso che l'anagrafe debba essere un qualcosa da considerare sulle board
Sbagliato e non ti dico perché
>>26925
Ovviamente questo
>>26922
Ma soprattutto questo, grazie per esserti preso la briga. Com'è possibile che siamo sempre 4 gatti qui e si debba ripetere le stesse cose in croce?
Quel che fa la differenza è l'atteggiamento, la "attitude", ogni disagio è affrontabile e superabile ma se fai il terrone che si piange addosso anche un sassolino nella scarpa diventa una disabilità permanente. Ma anche qua sto ripetendo
>> Num. 26927 quick reply
>>26926
>Sbagliato e non ti dico perché

Non ho mai pensato che sui chan ci fosse gente sotto i 20 anni, comunque uno ha 35+ anni, una 25, un altro 27 anni, e un altro ancora avrà 28 anni.

Come differenze ci sono l'approccio alle situazioni quotidiane (o roba strana anche che può capitare in un giorno), come si pongono di fronte alle problematiche che capitano, come le risolvono, e con quali mezzi le risolvono.
>> Num. 26928 quick reply
>>26914
inizialmente mi sono buttato sul sociale anche per uscire il più possibile da queste logiche, pensando che ci fossero solo in ambienti dove l'obiettivo è il profitto e punto

è impossibile, ti trovi assistenti sociali che vogliono essere trattati coi guanti di velluto e se hanno l'idea (tutta loro) che tu gli stai ordinando qualcosa sono capaci di buttare per aria interi progetti

ha ragione >>26908, è mentalità da paese, neanche di provincia

>>26920
23 anni, sto capendo adesso quanto fa schifo il mondo del lavoro

>>26925
all'uni mi sono fatto dei buoni amici che dopo bf/gf varie vedo più di rado, a volte mi sento solo come un cane a stare a casa
però hai ragione, nelle prossime settimane mi cerco un lavoretto e un po' di volontariato
>> Num. 26929 quick reply
>>26928
>23 anni

Farai in tempo a vedere molte cose interessanti ma anche brutte sulla condizione umana.
Dovrai prepararti a venire scavalcato e venire considerato poco per quello che sei o fai.
Dovrai costruirti una certa resilienza nel fare varie cose e subire varie cose, se non sarai in condizione di reagire e ottenere una situazione che sia a te congeniale.
>> Num. 26930 quick reply
>>26927
>comunque uno ha 35+ anni, una 25, un altro 27 anni, e un altro ancora avrà 28 anni
Wat e di chi stai parlando ora?
>>26929
Sì infatti son tutte cose che con l'età si imparano, quindi ITT mi sembrate tutti più giovani. E non lo dico per offendere
Quanto a questo paese il problema è l'atteggiamento, la mentalità sì
>> Num. 26931 quick reply
>>26930
>Wat e di chi stai parlando ora?

Di Jeremy Clarkson, ha più di 35 anni.
>> Num. 26932 quick reply
File 156995393173.jpg - (420.12KB , 1280x848 , jeremy-clarkson-new-car-show.jpg )
26932
>>26931
Li porta stupentemente bene
>> Num. 26933 quick reply
>>26932
E se non é uno stimolo a fare improvement, quello
Fa un mucchio di roba e se ne frega se sbaglia e fa la figura dello scemo, é un buon consiglio a tutti i 20enni che lurkano
>> Num. 26934 quick reply
Depressi che accettano la depressione esistenziale VS depressi che fanno cose per nasconderla a sé stessi.
>> Num. 26935 quick reply
Uno dei problemi del "lo studio non serve niente" è che, dal punto di vista del dipendente italiano medio, è vero. Sono persone completamente al di fuori della 'catena' dello studio.

Prendi un contadino. Generalmente non dirà che studiare non serve a niente, perché avrà un tecnico che gli dice cosa fare per il mais, avrà il veterinario per le vacche (ed uno per il cane). Può dire che studiare filosofia non serve, può dire che chi studia tanto non capisce che bisogna lavorare (di solito seguito dall'uso di macchinari completamente fuori norma), ma quello lo dicono anche chi ha studiato fisica e chimica. Magari avrà pure degli studenti universitari che d'estate, in nero, vengono a fare vari lavori.
Prendi invece un magazziniere. Lui deve solo guidare il suo muletto, le uniche persone istruite che vedrà saranno i docenti del figlio ed il medico di base. Al massimo sente l'esperto della sicurezza che lo cazzia perché non usa i dpi. Se tu con un lavoro di ricerca trovi un modo per ridurre del 10% il peso del cartone, a lui frega un cazzo. Questa persona vedrà "chi ha studiato" a. in tv, quando sono presi in giro o si comportano da macchiette antipatiche b. quando parla con gli ex compagni di classe.
Questo non glorificare il contadino eh, ma per far capire che è pieno di persone che semplicemente non hanno contatti positivi con chi è istruito.


L'imprenditore ha il problema che chi ha studiato gli dice cosa fare e questo lui non lo sopporta, ma è un secondo discorso.
>> Num. 26939 quick reply
>>26935
Il problema principale del dopo-studio é la monetizzazione di quello che si é studiato. A lavorare a 20 anni si prendono subito soldi in tasca, con l'università si aspettano degli anni prima di riuscire a monetizzare con consistenza.
>> Num. 26941 quick reply
>>26935
è vero, non ho pensato a questa cosa
però secondo me il magazziniere nonostante non riconosce l'importanza della cultura ha comunque un complesso di inferiorità verso le persone istruite
>> Num. 26942 quick reply
>>26939
Forse, ma questo è un problema di chi ha studiato e quindi non spiega l'astio di chi non ha studiato nei loro confronti.

>>26941
Si, lo ha. Ma è complesso, perché più che vera e propria inferiorità è una sorta di rivincita verso un paese che, per certi aspetti, ha una ossessione verso lo studio dei classici. Adesso qui si potrebbe fare un thread apposta, ma non è il caso. Il punto fondamentale è che il magazziniere si sente dire che chi ha fatto il classico è meglio, che devi leggere tanti libri, che devi andare al museo. Lui, che odia tutto questo, allora si sfoga dicendo "si ma chi ha studiato non fa un cazzo e non guadagna un cazzo".
>> Num. 26945 quick reply
>>26916
Scusami, non lurkavo da qualche giorno. Se si può fare passati i 33, sono interessato, e ti ringrazio per il pensiero.
>> Num. 26948 quick reply
Sì, però è vero che l'università oggi non è che ti garantisca poi molto. Fare il meccanico è una scelta molto più forte del laurearsi in antropologia. La laurea può certificare da "ho speso almeno 5 anni a fare festa come gli amici tamarri di anon, ma senza dovermi guadagnare i soldi per farlo" a "non vedo il sole da così tanto tempo che se vado al mare devo portarmi degli articoli accademici da leggere o subisco un attacco di panico".

Se è facile spalare merda sulla classe intellettuale contemporanea è anche perché non ha nessun merito. Esiste un piccolo esercito di "studiati" light che tramite l'adozione dei modi e dei costumi della gente studiata spera di vedersi riconosciuto uno status che non corrisponde a nessuna competenza, utilità sociale, o effettiva profondità filosofica. Ora, questa gente non avrà magari un'analisi complicata della situazione né vive la vita del Re filosofo, però un'intuizione del fatto che il valore dichiarato non corrisponda a quello dimostrato la ottiene comunque.

>>26942

Non è solo che si sente dire "zyo i klassici". È che a quel meme non corrisponde nulla. Non c'è niente di invidiabile in questi soggettoni che incensano i classici ma fanno fatica a mangiare tutti i giorni. Viene percepito come un brand da agitare per sentirsi importanti senza che corrisponda ad alcun valore.

>>26909
>sull'indipendenza non posso dire niente, sono studente e abito coi miei, mentalità non so cosa intendi

Se mentre tu sei la spalano merda sugli studenti in generale dovresti chiederti se ci sia del personale. Ti bulizzavano in passato?

Comunque OP il problema è che tu credi che gente che conosci solo per esservi nato a corta distanza debba restare tua amica nonostante una crescente distanza umana. È sempre triste vedere gente mettere in atto gli stessi pattern per anni ed anni senza cambiare nulla, cosa che sono sicuro almeno in alcuni ambiti faccia anche tu, ma se vuoi sfuggire alla cosa puoi solo decidere di evitarli. Non smetteranno di esistere come tipologia di persona come non hanno smesso di esistere nell'ultimo sempre.
>> Num. 26949 quick reply
>>26948
>Non c'è niente di invidiabile in questi soggettoni che incensano i classici ma fanno fatica a mangiare tutti i giorni.
Ma quante persone che incensano i classici fanno fatica a mangiare? quasi nessuno. Il messaggio che devi leggere ti arriva dalla tv e da persone di successo/medio successo che hanno bisogno di sentirsi più di contadini arricchiti. Infatti i classici poi non li legge nessuno.
>> Num. 26951 quick reply
>>26949
>Ma quante persone che incensano i classici fanno fatica a mangiare?
La stragrande maggioranza dei laureati in lettere.
>> Num. 26952 quick reply
>>26951
Sono pochi e, soprattutto, non hanno quasi nessuna interazione con il magazziniere di cui sopra. Quel meme non viene da loro, ma da coloro che hanno fatto successo. I poveri disoccupati con la laurea sono solo la "vittima" del magazziniere, seguendo la logica di questo paese per cui te la devi prendere coi più deboli.
>> Num. 26953 quick reply
>dovresti chiederti se ci sia del personale
no, è proprio un atteggiamento generale

>Ti bulizzavano in passato?


>È sempre triste vedere gente mettere in atto gli stessi pattern per anni ed anni senza cambiare nulla, cosa che sono sicuro almeno in alcuni ambiti faccia anche tu
non sai quanto hai ragione, un paio di volte me ne sono andato e poi sono ritornato, sempre per la solitudine, dicendomi "sono passati anni, saranno cambiati!", invece sono ancora gli stessi delle medie, e mi accorgo che anche io non sono cambiato come pensavo. È un gruppo strano, le persone ne rimangono invischiate, ci si trova per annoiarsi, chi ha la tipa sparisce e un paio sperano proprio in quello. Non ci sono mai state ragazze, e questo secondo me dice molto. È anche un gruppo geloso, chi incomincia ad uscire "troppo" con altra gente viene visto male. Però nessuno ti dice mai niente in faccia, le cose te le fanno capire con frecciatine e atteggiamenti passivo aggressivi finchè non sei tu a tirarla fuori. La cosa curiosa e che mi fa sorridere è che nonostante alcuni si sentono e si comportano come "alfa", la maggior parte è affetta da verginità.

più scrivo più mi accorgo di quanto è tossico visto da fuori e quanto ,visto da dentro, è terribilmente normale
>> Num. 26954 quick reply
>>26953
Magari ti serviva parlarne per capire che sono solo amici di merda, considerando anche la storia di bullismo. Ma lasciarli perdere? Questo è il tipo di gente che saboterà qualsiasi cosa positiva tu possa avere a loro portata, solo perché rappresenta una alternativa alla loro miseria.
>> Num. 26955 quick reply
>>26952
Se fosse un miliardario a dirgli che ha fatto i big money tramite il costruire macchine volanti, dubito la reazione sarebbe la stessa. Vedono come tutti che il successo di quei tre sia scollegato dal valore effettivo del gioco degli intellettuali, è un mondo percepito come una casta generalmente corrotta e poco accessibile di gente che si da pacche sulle spalle mentre fa il suo vero gioco, cioè la politica. Perché tutto sommato è vero.
>> Num. 26956 quick reply
>>26945
Scusa il mio di ritardo hurr durr.
Ero alla seconda giornata ECM eq.
Come sei messo a lingue straniere non anglo?
>> Num. 26960 quick reply
>>26955
Si anon, però torna tutto a quello che dicevo nel mio primo post, un contadino non percepisce questo scollamento fra big money e studio perché lui con persone che hanno fatto i soldi studiando le vede. Inoltre, sempre ripetendo il discorso, lui umanizza gli studenti quando li stipendia d'estate per fare vari lavori.
Il magazziniere, come il 90% dei dipendenti, non ha nessun contatto positivo con chi ha studiato e quindi per lui il laureato ha tutta quella carica di significati negativi che tu assegni.

Rimaniamo nel mondo agricolo che è più semplice.
Quella visione degli intellettuali la può avere una cassiera. La signora coi suoi due campi ad orto tenuti col metodo biologico difficile che la veda così, perché va ad incontri che presentano nuovi prodotti per l'orto, perché vede nuove selezioni di mais e sorgo. Per questa signora tutto il mondo della ricerca può essere complicato, difficile, poco accessibile nel senso che non ha i mezzi.
Bisogna trovare un modo per collegare l'italiano medio al mondo della ricerca, perché altrimenti non se ne esce fuori.

Poi, sicuramente ci sono gli anziani che vanno avanti coi loro metodi e fanculo tutti, ci sono fra i medici e fra i contadini.
>> Num. 26963 quick reply
>>26960
>quindi per lui il laureato ha tutta quella carica di significati negativi che tu assegni.

Ce li ha per chiunque abbia mai visto un gruppo di miserabili dottori in lettere 3 anni dopo la laurea.
>> Num. 26969 quick reply
File 157028070020.jpg - (32.68KB , 473x574 , angheria.jpg )
26969
>>26960
>Poi, sicuramente ci sono gli anziani che vanno avanti coi loro metodi e fanculo tutti,
Quanto cazzo odio quella mentalità, che ho visto molto a scuola e purtroppo anche dai miei genitori.
Quella del "sei giovane (leggasi: hai meno di 40 anni) quindi non sai un cazzo/non sai fare un cazzo, lascia fare a me ma non ti aiuto così non impari mai "
>> Num. 26970 quick reply
>>26960
>>26960
Di tutta l'erba un fascio: il post.
>> Num. 26971 quick reply
>>26953
>Magari ti serviva parlarne per capire che sono solo amici di merda
no lo so da tanto tempo. Sono sempre rimasto vicino ai bulli, perché nonostante mi facevano sentire una merda era comunque meglio che stare da solo, dato che gli altri di solito mi evitavano. Ho sempre cercato di recuperare un rapporto normale ma è una partita persa in partenza, e, mi rendo conto ora, inutile. È simile in scala minore al rapporto fra un tizio maltrattante e la compagna che non riesce a lasciarlo. Ne parlerò alla psicologa la prossima volta che la vedo.

>Questo è il tipo di gente che saboterà qualsiasi cosa positiva tu possa avere a loro portata, solo perché rappresenta una alternativa alla loro miseria
ecco questa cosa non l'ho mai pensata, ma mi sa che hai ragione
>> Num. 26972 quick reply
>>26971
>È simile in scala minore al rapporto fra un tizio maltrattante e la compagna che non riesce a lasciarlo. Ne parlerò alla psicologa la prossima volta che la vedo.

Forse non hai voglia di startene per i fatti tuoi anche a costo di perdere in qualità di vita su vari fronti. Gli amici passano, le esperienze che fai negli anni restano.
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