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9908 Num. 9908
Sì ma la Catalogna?
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>> Num. 9909 quick reply
il risultato di una politica populista che per avere il favore del popolo e voti hanno fatto credere alla gente della catalogna di essere speciali, più belli ed indipendenti; ed adesso la situazione è sfuggita di mano.

il referendum è semplicemente anticostituzionale ed irrilevante.
Il governo centrale ha sbagliato ad agire con la forza? sicuramente.
>> Num. 9910 quick reply
3 dicembre 1842
>> Num. 9912 quick reply
Vogliono votare un referendum non valido anche secondo leggi locali valide per la stessa Catalogna, ovvero senza i 2/3 del lolparlamento. Che facciano pure! La repressione viulenta che hanno messo in piedi, con la polizia che randella i pompieri et al., non fa che incrementare l'odio contro Madrid ed il desiderio di secessione.

Queste e altre reazioni spropositate da pelle ipersensibile, ultrasottile ed allergica dei cosiddetti politici mostra quanto in realtà essi si sentano forti e potenti.

Ma secondo voi, un Re Sole che diceva: "Lo Stato sono io", non lasciava che i giullari lo canzonassero all'interno della sua stessa casa, anzi della villa, che lui ha e loro non hanno? Egli non aveva alcun motivo per mandare le guardie a prendere a legnate qualcosa di così insignificante, il quale non è capace di nuocergli or ridurre il suo potere e la sua radiosa maestà in alcun modo, anzi il permetterlo non faceva che rendere più evidente la distanza abissale osservabile tra il tutto, ed il nulla.

Poi vabbè se scrivono una dichiarazione d'indipendenza, l'esercito fai sempre ora a mandarlo, ma è l'ultima opzione.

C'è sempre l'opzione britannica dove gli inglesi ebbero modo di prendere per il culo gli scozzesi (che poi questi ultimi geni si sono pentiti per la Brexit, che avrebbero voluto una Scozia in Europa).
>> Num. 9913 quick reply
>>9912
>>9909
Amen.
>> Num. 9914 quick reply
I catalani sono subumani, non piangerò quei subumani che rimarranno sull'asfalto nei prossimi giorni, nè andrò a visitare la targa/statua/albero dedicato ai "martiri della libertà" quando Madrid farà quello che avrebbe dovuto fare dall'inizio.
Il resto sono opinioni.
>> Num. 9915 quick reply
>>9914
>il resto sono opinioni
parole a caso, su Niuchan.

Anon se odi così tanto i catalani, perché supporti queste azioni da cazzo moscio che non fanno altro che LEGITTIMARE la loro stupida ed inutile manfrina da lega nord?
>> Num. 9916 quick reply
File 15069343926.gif - (289.31KB , 400x300 , ______Lapurka.gif )
9916
Anon fuorisede in spagna qui, se volete avere delucidazioni su quello che sta capitando ora in spagna chiedete pure
>> Num. 9917 quick reply
>>9916
Cosa dicono i media pro-Madrid e quelli pro-Barcellona (anche nel significato calcistico), al di là di "abbiamo ragione noi" e "92% di sì e 42% di affluenza"?
>> Num. 9918 quick reply
>>9916
Esistono sostenitori dell'unità in Catalogna? Che cosa dicono, cosa fanno, ecc.?
>> Num. 9920 quick reply
>>9915
perché prima è bene avvisare la signorina catalogna che a pisello moscio la musica cambia un pelo.
>> Num. 9921 quick reply
Sogno un'Europa dove tutto questo zelo da parte dei pulotti viene diretto contro i sospetti terroristi invece che contro i cittadini.
>> Num. 9922 quick reply
>>9921
Perdonami, ma il 4% della popolazione che vuole fare colpo di stato tu non lo chiami terrorismo? Ovviamente qui non si fa esplodere niente, però si minano le basi stesse della democrazia. Quindi, non lo so, vedi tu.
>> Num. 9923 quick reply
>>9922
Il 2.5% del 4% della popolazione che va a votare per un referendum non legale e non riconosciuto che FORSE potrebbe portare ad un tavolo di dialogo con il governo e poco altro, oppure potrebbe semplicemente finire nel nulla completo come è successo nel 2014, perché tanto sono solo esercizi di masturbazione mentale.

Non distorcere le cose, anon. Se il referendum si fosse dimostrato positivo per l'autonomia, il governo Spagnolo avrebbe semplicemente detto "ok, ma non è un referendum legale, quindi non è valido" e nel momento in cui la gente non si presenta più al lavoro e tenta l'ammutinamento cominci ad agire. E non necessariamente con le manganellate.

I manganelli cosa hanno risolto? Nulla. Anzi, quello che prima era un teatrino di pochi sfigati, ora è un pippone democratico con l'attenzione di tutto il mondo addosso. Good jooob.
>> Num. 9924 quick reply
>>9923
Se uno raccoglie un fiore da un'aiuola pubblica e il sindaco manda un pulotto a menarlo, è difficile pensare che non sia qualcosa di voluto per focalizzare l'attenzione su quello e nel mentre fare altro.
>> Num. 9925 quick reply
>>9912
Questo e tutti i post simili. Ma io sono contento, io sogno lo scioglimento degli stati ed un europa in cui esistono solo le regioni (magari razionalizzate) e l'europa. Questa mal gestione Spagnola è un passo nella giusta direzione.
>> Num. 9926 quick reply
>>9924
Oppure è difficile non pensare che il sindaco sia un coglione e che il giorno dopo avrai un sit in di protesta con 100 persone a raccogliere fiori.
>> Num. 9927 quick reply
>>9921
Guarda che le manganellate ai subumani dei catalani servono proprio per evitare attentati terroristici, che guarda caso hanno colpito la città più merdosa e petaloculturale lì. Ora, i culirotti vorrebbero importare tutta la negraglia senza distinzione, ed ecco il piano di Soros, creare uno stato satellite nel mediterraneo che importi quanta più schiuma umana possibilie, concedergli cittadinanza, e con qualche supercazzola aè aè c'abbiamo abbisogno di più europa, i nuovi europei ci arricchiranno di tritolo.
Vogliono l'indipendeza? Si chiarisca che in caso di problemi verranno fatti diventare particelle subatomiche a suon di ICBM e vaffanculo.
>> Num. 9928 SABBIA! quick reply
  >>9927
>ed ecco il piano di Soros
>> Num. 9929 quick reply
>>9926
Uhm, mi chiedo se ci saranno in futuro dei sit-in nei parchi con 100 persone armate di bastone contro i colorati che seminano certi tipi di erba...
>> Num. 9937 quick reply
File 150712312979.png - (106.41KB , 1329x512 , aland.png )
9937
Anche la gente delle isole Aland vuole l'indipendenza
>> Num. 10007 quick reply
Il governo spagnolo ha annunciato che procederà con le «misure previste dall’articolo 155» della Costituzione dopo la risposta «negativa» del leader catalano Carles Puigdemont al secondo ultimatum del governo centrale. È stato convocato per sabato un prossimo un consiglio dei Ministri straordinario per «ripristinare l’ordine costituzionale» nella comunità autonoma, con misure mai attuate dall’approvazione della Costituzione del 1978 ad oggi.

Fine dell'autonomia della regione catalana.

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-10-19/catalogna-ultimatum-scaduto-puigdemont-risponde-sull-indipendenza-094830.shtml?uuid=AE6qxirC&refresh_c
e=1
>> Num. 10008 SABBIA! quick reply
>>10007
Godo.
>> Num. 10013 quick reply
File 150866975929.jpg - (769.50KB , 1004x1181 , barcelona1714_76.jpg )
10013
Il premier annuncia le misure per riprendere il controllo della regione autonoma, il leader catalano risponde: "E' il peggior attacco alla libertà dai tempi del franchismo". ll governo spagnolo potrà destituire i dirigenti dei Mossos e dei media catalani. L'ultima parola venerdì al Senato. Podemos: ''Shock, sospesa democrazia". Carme Forcadell: "Colpo di Stato di fatto". In quasi 500 mila manifestano con slogan anti-Madrid

Rajoy ha annunciato invece la rimozione dal loro incarico di tutti i componenti del governo, tra cui il presidente Carles Puigdemont, e ha detto che le loro funzioni verranno trasferite a enti o istituzioni scelti da Madrid. Ha ridotto il ruolo del Parlamento, che non potrà più svolgere tutti i suoi compiti, e si è attribuito il potere di sciogliere le Camere, di modo da poter convocare nuove elezioni entro sei mesi (prima è meglio è, ha detto Rajoy). Il governo spagnolo, ha detto Rajoy, potrà decidere di prendere il controllo della polizia catalana – i Mossos d’Esquadra, che oggi rispondono al ministro degli Interni catalano – accusata in diverse occasioni di essere più fedele al governo catalano che agli ordini della magistratura. Potrà inoltre intervenire nella radio e televisione pubblica: quindi TV3, la più importante rete catalana, potrà essere gestita interamente da Madrid. E il governo spagnolo diventerà titolare della riscossione delle imposte che erano di competenza dell’esecutivo catalano.

Tutte queste misure sono state decise dal governo, in accordo con il PSOE e Ciudadanos, sulla base dell’articolo 155 della Costituzione spagnola, che dà ampi margini allo stato per intervenire in una Comunità autonoma (come la Catalogna) per costringerla a rispettare la legge.

Le misure saranno temporanee: il governo spagnolo ha detto che rimarranno in vigore solo finché non sarà ristabilita la legalità in Catalogna. Devono ancora essere approvate in Senato – una cosa che dovrebbe succedere venerdì prossimo – ma sembra essere solo una formalità: il PP ha la maggioranza da solo, e comunque è sostenuto anche dal PSOE e da Ciudadanos.

http://www.ilpost.it/2017/10/22/spagna-commissariato-catalogna/
http://www.lastampa.it/2017/10/21/esteri/madrid-verso-la-revoca-dellautonomia-alla-catalogna-da-puigdemont-disobbedienza-sistematica-ebVvCDLwo8Q98XnE6
Q4doL/pagina.html
>> Num. 10016 quick reply
File 150868657095.jpg - (32.44KB , 415x250 , baudrillard_hyperreal.jpg )
10016
>>10013
>Le misure saranno temporanee
>> Num. 10020 quick reply
File 150901805382.jpg - (88.25KB , 772x515 , adv_06.jpg )
10020
C’è un peso enorme sulle spalle di Carles Puigdemont. Si vede dalle borse che ha sotto gli occhi, si vede dalle spalle incurvate e dalla luce nel suo studio al Palau della Generalitat di Barcellona che è acceso da settimane sino alle ore più impensabili. Domani il Senato di Madrid è pronto ad approvare il commissariamento della Catalogna, la perdita, almeno temporanea, dell’autonomia che è il limite minimo di chi addirittura sogna l’indipendenza. La via d’uscita dell’ultimo secondo potrebbe essere la convocazione di elezioni anticipate. L’ipotesi scartata sino a ieri è da stamattina di nuovo sul tavolo e secondo le voci di palazzo rilanciate da diversi media spagnoli potrebbe essere annunciata fra pochi minuti, alle 13:30, in conferenza stampa dallo stesso Puigdemont. Le voci si spingono fino a ipotizzare la data del voto: 20 dicembre. Ma sarà una resa senza condizioni? Il president catalano si umilierà dicendo di non aver mai proclamato l’indipendenza, scontentando l’ala più dura (che già è pronta ad accusarlo di «slealtà»? E Madrid? La capogruppo socialista al Congresso Margarita Robles ha detto che se il presidente catalano Carles Puigdemont convocherà elezioni anticipate non dovrà essere attivato l’articolo 155 della costituzione. La convocazione delle elezioni, ha detto, sarebbe «una magnifica notizia» e un «trionfo per la democrazia».
>> Num. 10021 quick reply
>>10020
Cosa succede se si vengono a creare dozzine di piccoli stati, stile Medioevo?
>> Num. 10022 quick reply
>>10021
Che l'Europa diventa una grande Ex-Yugoslavia e si ritorna allo scenario geopolitico del 1993.
>> Num. 10023 quick reply
E' giunto il momento di affrontare il vero tema scottante della situazione catalana:

come si può dar retta ad uno che si presenta con una capigliatura come quella di puggemont?
>> Num. 10024 quick reply
>>10023
Rajoy ha deciso. Incentivato anche dal taglio di capelli di Puidgemont, attiverà l’articolo 155 per sospendere l’autonomia della Catalogna dopo il referendum di inizio ottobre che ha causato una crisi politica con Madrid. Il ricorso all’articolo 155 della costituzione contro la Catalogna è una «decisione eccezionale» presa davanti a una «situazione eccezionale» ha detto davanti al Senato il premier spagnolo Mariano Rajoy.

Rajoy prevede di convocare elezioni in Catalogna entro sei mesi, «il più presto possibile», dopo il commissariamento della regione ribelle che sarà autorizzato oggi dalla camera alta. Parlando al Senato il premier ha ribadito che il governo di Madrid destituirà il presidente catalano Carles Puigdemont, il vicepresidente Oriol Junqueras e tutti i membri del Govern con i poteri straordinari che gli saranno concessi oggi dalla camera alta.
>> Num. 10028 quick reply
File 150911331441.jpg - (92.58KB , 800x532 , indipendenza-catalogna-181841.jpg )
10028
>>10024
Il Parlament della Generalitat de Catalunya ha approvato la risoluzione che dichiara l'indipendenza unilaterale dalla Spagna e la costituzione della Repubblica catalana: al voto, avvenuto a scrutinio segreto, hanno partecipato soltanto i partiti indipendentisti, mentre popolari, socialisti e Ciudadanos hanno abbandonato l'aula prima dell'inizio. 70 i voti favorevoli, 10 i contrari e due schede bianche.

Decisa dunque l'entrata in vigore della "legge di transizione giuridica e di fondazione" della Repubblica: esultanza in aula, dove i deputati indipendentisti hanno salutato il risultato cantando in piedi l'inno Les Segadores. Grande festa per le strade della capitale catalana e al di fuori del Parlament, dove si erano radunati migliaia di indipendentisti. Su Twitter è arrivata la reazione del premier spagnolo Mariano Rajoy, che ha esortato alla calma tutti gli spagnoli, aggiungendo: "lo stato di diritto restaurerà la legalità in Catalogna".

Rajoy ha quindi convocato il Consiglio dei ministri in serata: la riunione riguarderà l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione, dopo il voto catalano, come riferisce La Vanguardia.
>> Num. 10029 quick reply
  >>10028
Siamo allo scontro finale.
>> Num. 10039 quick reply
File 150918885575.jpg - (254.69KB , 800x400 , catalogna-cosa-succede.jpg )
10039
Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha assunto direttamente la presidenza della Catalogna e i suoi ministri le altre competenze. Destituito il maggiore Josep Lluìs Trapero, capo dei Mossos d'Esquadra. La Gazzetta Ufficiale (il Boletin Oficial del Estado) ha pubblicato stamane il decreto con il quale il Governo di Spagna assume le funzioni e le competenze che corrispondono al presidente della Generalitat della Catalogna, come previsto nello statuto di autonomia. Di fatto è l'avvio del commissariamento della Regione nell'ambito dell'articolo 155 della Costituzione, la cui applicazione è stata approvata venerdì dal Consiglio dei ministri e ratificata dal Senato, a Madrid. È la prima volta che il governo centrale revoca l'autonomia di una regione dai tempi della dittatura di francisco franco, durata dal 1939 al 1975.
>> Num. 10040 quick reply
File 150926646451.jpg - (27.17KB , 625x380 , Soraya-Sáenz-de-Santamaría.jpg )
10040
Ma davvero i catalani preferiscono puggemon?
>> Num. 10041 quick reply
File 150928034059.jpg - (68.15KB , 977x794 , Carles-Puigdemont-3.jpg )
10041
>>10040
é un Gentiloni beatle yé yé ed é carismatico
>> Num. 10042 quick reply
>>9908
>tenta colpo di stato
>parla di democrazia quando la sua parte è in minoranza dagli ultimi sondaggi
>va contro la legge
>non tiene conto dell'opinione del 43,4% dei catalani forzando un cambiamento non voluto
>non tiene conto della manifestazioni unioniste che sono il doppio di quelle separatiste ma parla di sommossa popolare

>eroe
>giudicato dai contadini un eroe

La neopolitica. Cioè urlare alla democrazia per mascherare i golpe, come erdogan o farage. Più urli più i contadini ti credono e tu guadagni la villa da rifugiato politico in belgio. Dopo ovviamente aver gettato nel caos il tuo paese senza alcun senso e dopo aver fatto sculacciare gli stessi contadinotti ignoranti al posto tuo.
Eroe. Eroe meme.
>> Num. 10046 quick reply
>Puigdemont: "Non chiedo asilo ma resto
in Belgio per sicurezza."
Questo è un capolavoro di paraculaggine
>> Num. 10047 quick reply
>>10046
>puidgemont viene arrestato
>diventa un martire
>sommosse in Catalogna
>il giorno dopo parte la guerra civile

Beh
>> Num. 10048 quick reply
File 150961656929.jpg - (36.39KB , 770x512 , Catalogna_-Denunciato-da-Procura-Puigdemont-vola-a.jpg )
10048
Puidg non si presenterà davanti a dei giudici spagnoli, il leader separatista rimarrà a Brussels: "Nel mio paese non avrei un processo giusto"
>> Num. 10060 quick reply
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10060
Il portavoce della procura belga Gilles Dejemeppe ha confermato che i cinque ricercati dalle autorità spagnole si sono presentati spontaneamente in commissariato e sono stati presi in custodia alle 9:17.
La Procura di Bruxelles ha dunque notificato il mandato di arresto europeo spiccato da Madrid all'ex presidente della Generalitat di Catalogna Carles Puigdemont e ai suoi ex ministri del governo regionale Antoni Comín (Salute), Clara Ponsati (Istruzione), Lluís Puig (Cultura) e Meritxell Serret (Agricoltura), riparati in Belgio dallo scorso 30 ottobre.

E in queste ore di grande tensione per le sorti di Puigdemont, il Pdecat ribadisce il suo sostegno all'ex presidente della Generalitat manifestando l'intenzione di candidarlo ancora alle regionali. Il consiglio nazionale del Pdecat propone il presidente catalano destituito a guidare una eventuale lista unitaria indipendentista, nella quale figurerebbero "tutti i prigionieri politici". "Chiediamo che sia il presidente Puigdemont la persona alla guida di questo grande straripamento alle urne del 21 dicembre", ha annunciato la portavoce Marta Pascal.
>> Num. 10064 quick reply
File 15102252331.jpg - (27.67KB , 674x420 , Puigdemont-Catalogna.jpg )
10064
"Puigdemont è un cittadino europeo che deve rispondere delle proprie azioni, con i suoi diritti e doveri, senza privilegi". Lo ha detto il premier belga Charles Michel, riferendo in parlamento della situazione catalana e dei suoi riflessi sul Belgio. "C'è una crisi politica in Spagna, non in Belgio", ha detto Michel. Quanto alla domanda d'asilo di Puigdemont "ogni cittadino ha diritto di farla - ha detto -, ma non è un affare che riguarda il governo".

Traffico stradale e ferroviario interrotto questa mattina in diversi punti della Catalogna per lo sciopero generale proclamato contro la "repressione" dello stato spagnolo e per la liberazione dei "detenuti politici".Le autostrade Ap7 e A2 sono state le prime vie in cui il traffico è stato interrotto poco dopo le 6 del mattino. Altre 30 strade e autostrade sono state bloccate. Il traffico ferroviario regionale e ad alta velocità è pure stato interrotto. Intanto il premier spagnolo Mariano Rajoy ha auspicato davanti al Congresso che dalle elezioni del 21 dicembre emerga in Catalogna "un nuovo scenario che generi sicurezza, certezza e tranquillità nei cittadini". L'obiettivo, ha aggiunto, è che dalle elezioni si torni alla normalità, che si apra una nuova fase politica nella quale si rispettino le regole del gioco".
>> Num. 10066 quick reply
Per la Catalogna «un’altra soluzione all’indipendenza è possibile»: lo afferma Carles Puigdemont in un’intervista al quotidiano belga Le Soir. Il leader indipendentista si dice favorevole a un accordo con il Governo: «È sempre possibile un accordo, sono 30 anni che lavoro per ottenere un altro tipo di rapporto tra la Catalogna e la Spagna, ci abbiamo molto lavorato ma l’arrivo di Aznar (primo ministro dal 1996 al 2004, mentore dell’attuale premier Mariano Rajoy), ha fermato questo percorso». La soluzione, spiega, è «sedersi al tavolo del negoziato».



All’Europa Puigdemont chiede di fare la stessa cosa che ha fatto con Polonia e Ungheria: valutare se ci sono stati «abusi» di diritti: «Salta agli occhi che il Governo spagnolo non ha rispettato la carta dei diritti fondamentali».

Il ministro Ponsati: “Govern catalano non preparato per indipendenza”

In un’altra intervista alla radio catalana Rac1 anche Clara Ponsati, ministro ora “in esilio” a Bruxelles nel governo destituito da Madrid del presidente Puigdemont, ha affermato che il Govern catalano «non era abbastanza preparato per applicare l’indipendenza». Ponsati ha aggiunto che l’esecutivo catalano non si aspettava una risposta «tanto contundente e autoritaria» di Madrid: «è stata una risposta di guerra». La dirigente catalana ha affermato di avere «temuto per la mia integrità personale».
>> Num. 10080 quick reply
http://www.repubblica.it/esteri/2017/11/17/news/madrid_ammette_l_imam_dietro_alla_strage_della_rambla_era_un_nostro_informatore_-181370053/

Non ho parole
>> Num. 10092 quick reply
http://it.euronews.com/2017/12/01/catalogna-restano-in-carcere-dieci-indipendentisti

Resteranno in carcere anche questo fine settimana i dieci indipendentisti catalani, accusati di sedizione. Il Tribunale Supremo spagnolo ha rinviato a lunedì la decisione sulla loro richiesta di liberazione. Otto di loro sono candidati alle elezioni catalane del 21 dicembre.

Hanno ricevuto il sostegno dell'ex presidente catalano Artur Mas: "Capirei qualsiasi strategia di difesa. Sono persone private ingiustamente della libertà. Il nostro obiettivo è che vengano messi in libertà, che possano partecipare alle elezioni".

I detenuti sono l'ex vice-presidente catalano Oriol Junqueras, sette membri dell'esecutivo destituiti dal governo centrale, e due dirigenti di associazioni indipendentiste.

A chiedere la loro liberazione anche l'ex presidente catalano Carles Puigdemont da Bruxelles dove si trova da fine ottobre, in seguito alla dichiarazione unilaterale di indipendenza. Il Belgio sta esaminando il mandato di arresto europeo emesso dalla Spagna nei suoi confronti.


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