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Num. 10354
  >So what do the Japanese do when they are told "you can wear what you like"? (...) What do they say at the suit store?
>Everyone buys plain black suits, and almost everyone chooses a generic striped necktie that's not too showy. When students come to our store, the first thing they say is "What kind of suit is everyone else wearing?"
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>> Num. 10355 quick reply
File 152619755540.jpg - (97.43KB , 1440x900 , Full+Metal+Jacket+Donut.jpg )
10355
Non sorprende affatto.
La mentalità giapponese è costruita su un concetto ossessivo/religioso di conformismo.
Vengono tirati su col concetto che qualsiasi forma di individualismo finisce col diventare una rottura di scatole per tutti gli altri.
Non per niente finiscono spesso con l'usare misure disciplinari che coinvolgono il gruppo. Un po' come palla di lardo che mangia la ciambella mentre gli altri devono fare flessioni.
>> Num. 10356 quick reply
>>10355
... insomma per concludere: se un sistema sociale esiste è perché c'è una maggioranza di individui che lo supporta. Questo è il giapponese medio.
>> Num. 10357 quick reply
>>10355
>Non per niente finiscono spesso con l'usare misure disciplinari che coinvolgono il gruppo
Qui però va detto che questo lo si fa anche qui, dalla decimazione romana al non mandare l'intera classe in gita.
>> Num. 10358 quick reply
>>10357
Vero.
Ma in misura minore. I giappi fanno parecchio uso del cosiddetto "peer pressure". Al punto che l'intera classe ne risente se uno resta indietro perché abbassa la media della classe.
Pare che molti hikkikomori abbiano abbandonato la scuola proprio perché bullati per i bassi risultati, e visto che la responsabilità ricade anche sugli insegnanti anche quelli finiscono spesso per isolare certi studenti.
Inculcano che ogni individuo deve essere un ingranaggio ben oliato, e che se qualcuno va per conto suo tutta la macchina ne risente. E' per questo che anche quando gli viene dato un certo margine di libertà continuano a cercare di adeguarsi al gruppo.
Le note stonate, quelli che sembrano avere un loro modo di fare e comportarsi vengono generalmente visti male. Anche quando fanno bene quello che devono fare, e hanno buoni risultati a scuola o sul lavoro. Anzi ancora peggio perché quelli che hanno un buon rendimento vengono considerati un esempio per gli altri, quindi gli viene richiesto ancora di più di rigare dritto e conformarsi al gruppo.
>> Num. 10359 quick reply
>>10358
In Giappone sembra più una cosa competitiva a gruppi, sullo stile "non è che la mia classe deve pagare perché tu sei diverso". Detta così sembra meno peggio di quello che sto cercando di dire. Il primo esempio che mi viene in mente è in koe no katachi, quando la muta canta male, la classe si vede il coro rovinato, e allora iniziano a prenderla di mira un po' tutti.

Invece in America la vedo più personale, a nessuno frega un cazzo della classe ma se sei diverso ti emarginiamo. Quello che piace alle persone non sembra piacere davvero, o è perché così fanno tutti oppure, per assurdo, perché agli altri non piace. Io non riesco ad immaginare qualcosa come il gay pride (che poi è stato esportato all'estero) senza una oppressione sociale veramente pesante
>> Num. 10360 SABBIA! quick reply
>>10359
>senza una oppressione sociale veramente pesante
Io sì, perché dove l'oppressione sociale c'è per davvero i gay pride non possono essere fatti tanto per cominciare.


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