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26621 Num. 26621
Sono in crisi.
Da un mese mi sono trasferito all'estero, e starò qui per almeno 3 anni e mezzo. Il lavoro mi piace (almeno per ora, ho ancora tanto da imparare) e mi apre numerose e importanti opportunità di carriera. Tralascio il fatto che a lavoro sono ancora nella fase in cui mi sento spaesato, e che la pressione e lo stress sono molto alti; forse ciò in qualche modo amplifica il mio malessere psichico, ma non è questo il punto.
Il punto è che da quando sono arrivato provo una sensazione di vuoto e di totale incertezza riguardo alle mie scelte. Se, prima di partire, ero eccitato all'idea di lasciare la mia vecchia vita a 1000, 2000 o 3000 km e mi sono impegnato giorno e notte per raggiungere questo obiettivo, appena ho messo il piede nella nuova casa mi sono saliti i lacrimoni. Lo so, è stupido dirlo, quasi non ho ancora cominciato qui ma mi manca già la mia città, mi manca la vita di tutti i giorni in mezzo alla mia gente, mi mancano gli amici, mi manca l'Italia, mi manca chiedere un etto di crudo, dire "per favore", "grazie", "il treno per Codroipo è questo, vero?", "sto arrivando". Vorrei tanto girare i tacchi, tornare in Italia e fare un lavoretto tranquillo ma non sarebbe giusto, non sarebbe logico, potrei pentirmene, i miei genitori non capirebbero cosa mi frulla per la testa.
Mi manca lei: quanti rimpianti, quante cose non dette e cose non fatte, vorrei tornare, dire cose e fare cose. Sono arrivato, e ho cominciato a chiedermi se non fosse tutto un enorme sbaglio o un'illusione.
Me ne sto in casa, da solo, evito i vicini e i condomini (quasi tutti ragazzi e ragazze) e mi chiudo in casa. Ascolto canzoni tristi, canzoni che mi fanno venire in mente cose vissute e non vissute, e le cose non vissute mi fanno stare ancora peggio. Ascolto, canto e ogni tanto piango, ora per esempio sto piangendo (mi succede sempre quando metto nero su bianco i miei pensieri forse perché è il momento in cui finalmente me li sbatto in faccia).
Una birra con qualche collega a volte, ma non aiuta. La città è grande, piatta e brutta e questo è parte del problema, ma è quello che passa il convento.
Starò qui per almeno 3 anni e mezzo. Il solo pensiero mi strazia. A parte (forse) qualche minuscola parentesi non sono mai stato felice, ma adesso oltre a essere infelice mi sento ovattato, vuoto, solo, abbattuto, patetico, confuso, insicuro. Faccio una fatica immensa la sera ad andare a letto presto e la mattina a svegliarmi presto.
Ho detto che il lavoro mi piace, ma forse ho mentito. Mi manca tutto. È una specie di sacrificio? È per caso un investimento? Forse. Ma se il prezzo è il benessere mentale allora ne varrà la pena?
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>> Num. 26623 quick reply
Ti vedo che sei polentone.
t.terroneemigratoannifamachevenendodallaterroniapiùnerahavistosoloedesclusivamentecosepositivenelpaesediadozione
>> Num. 26624 quick reply
Caro OP, innanzitutto complimenti per avere un'anima.
Quando vai all'estero, l'unica cosa che puoi fare è fartelo piacere. Questo significa che devi abbracciare appieno la vita dell'esterofilo.
La mia convinzione, basata su vari studi letti ed esperienza personale, è che la passione per qualcosa si sviluppa. Quesot significa che puoi farti venire la passione per la tua situazione.
Ogni giorno fai qualcosa legato al nuovo mondo in cui ti trovi. Non stare mai a casa, a costo di restare a lavoro a fare gli straordinari per poi piangere nel bagno.
Buona fortuna ne avrai bisogno.
PS. nessuno ti costringe a stare lì, ricorda che puoi tornare quando vuoi
>> Num. 26625 quick reply
Caro Op, quale paese?
>> Num. 26626 quick reply
>la città è grande
Basta questo OP, prova a viverla.
Io adesso ho uno stage all'estero che dura almeno fino a novembre, e l'unica cosa di rilievo neiparaggi sono gli eventi.
E ce ne sono tanti, sia parlando la lingua locale che per chi parla inglese.
SICURAMENTE ci saranno circoli ESN, associazioni di expat, language cafes o qualche terrone trapiantato che vuole chiaccherare.
Trova eventi che ti interessano e vacci, alla male troverai amici lì.
I colleghi possono o meno essere interessanti (per ora i miei sono tutti normies), le persone attive sicuramente possono aiutarti a toglierti la malinconia
>> Num. 26628 quick reply
Dopo cinque anni di residenza continuativa all'estero, ho capito che l'unica cosa che conta è trovarsi qualcuno con cui condividere le cose e un posto di lavoro fisso.
Fine, punto, solo quello.
Amici, avventure, cazzate, alcool, droghe, etc...sono secondari.
Siamo stati sradicati, dobbiamo mettere radici nuove.
Siamo esseri umani guidati, nelle emozioni, dal paeleocervello, e il paeleocervello dice: mangia, dormi, riproduciti.
Tempo indeterminato e compagna (o equivalente se non sei maschio cis etero). Il resto non conta.
>> Num. 26629 quick reply
>>26628
Che poi sembra una banalità, ma se ci pensi sono gli obiettivi a cui si puntava, nel divenire 100% adulti, nel secolo scorso.
In effetti lo sono ancora.
Solo che in italia, a parità di skill, è difficile arrivarci, quindi si emigra.
Questo per dirti che non è un cazzo di gioco o una gita fuori porta, soffrirai come un cane, e sarà normale.
Soffrirai perché sarai fuori posto come un organo trapiantato.
La lingua, gli amici, i posti, la cultura, etc non saranno tuoi e sarai troppo vecchio per metterti a coglionare e farti assimilare come un adolescente o uno studente universitario.
Come dicevo sopra, il cure-it-all è trovarsi una doni locale. Il trampolino di lancio per tutta quella vita sociale che in questo momento non sai come approcciare. Trovatene una e tienitela. Non mollarla per tornare dalla tua ex disperata, appena ti fa un cenno, perché si è resa conto di essere col culo per terra. Nossignore.
Ricorda che sei un professionista, non un negro appena sceso dal barcone. Vero?
>> Num. 26630 quick reply
>>26629
se uno vede l'andare via come la partenza finale, gli sale solo l'ansia.
Non siamo dei cazzo di esiliati del porcodio. L'estero va vissuto come un'avventura, altrimenti la pazzia è dietro l'angolo.
>> Num. 26632 quick reply
Primo commento, miglior commento.
No, seriamente, lo stacco con la terronia, specie se uno ha studiato, è così marcato da rendere il ritorno una infattibile fesseria.
It's a one way ticket, Sasà.
Cristo, come mi sento come i negri scesi dai barconi.
>L'estero va vissuto come un'avventura, altrimenti la pazzia è dietro l'angolo.
Dopo i primi sei mesi volevo morire molesto, magari con una strage e me be sono dovuto rientrare due settimane.
La svolta è una doni locale.
Ricordatelo.
>> Num. 26633 quick reply
>>26628
>ho capito che l'unica cosa che conta è trovarsi qualcuno con cui condividere le cose e un posto di lavoro fisso

Insomma si può dire che hai una certa età e ora vuoi delle cose concrete, non é che basti andare al centro dell'impiego per prendere quelle 4 giornate a fare lo scrutinatore
>> Num. 26634 quick reply
>>26628
Il paleocervello é guidato dalla paura
>> Num. 26635 quick reply
>>26633
> 4 giornate a fare lo scrutinatore
Eh? Non so se puoi farlo lo scrutinatore, all'estero.
>> Num. 26636 quick reply
Mi meraviglio che, con tutti questi esteroanon, non ci sia un filo, o magari con board apposita, che si intitoli "Guida pratica all'emigrazione", con drento i fili separati per paese di destinazione.
>> Num. 26637 quick reply
>>26635
Ma in Italia puoi farlo
Scruti i foglietti e non sei discreto
>> Num. 26638 quick reply
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26638
>>26637
E li metto nel forno
>> Num. 26639 quick reply
>>26636
Sono all'estero senza un soldo da cinque giorni. Ho dormito in stazione le prime due notti, ora ostello. La verita' e' che avevo smesso di lurkare da un bel po' e ora ho a malapena iñ cellulare
Divertitevi e statemi bene
>> Num. 26640 quick reply
>>26639
Porcoddio dove sei?
>> Num. 26641 quick reply
>>26639
Zona Parigi here.
Con le dovute cautele "potrei" offrire supporto.
>> Num. 26642 quick reply
>>26636
>board apposita con fili separati per ogni destinazione
Ellamadonna.PNG
In realtà potrebbe funzionare come cartamatta tipo /emigranon/, ma la realtà è che essendoci un ricambio di utenza quasi nullo, chi doveva andare all'estero ha fatto in tempo ad andarci
Non sarebbe male un burocrazia filo però, dove anon racconta scartoffie e fonti usate
>> Num. 26644 quick reply
>>26642
>Non sarebbe male un burocrazia filo però,
Ci sta, molti post su /bi/ riguardano questioni di burocrazie o pratiche. Potrebbe iniziare come filo normale e se va bene stickarlo
>> Num. 26687 quick reply
L'unico motivo per cui non emigro è perché mi troverei solo come un cane. Sono proprio inadatto a stringere relazioni sociali, le uniche persone che mi sono rimaste amiche sono quelle del gruppo che avevo a 10 anni. E ho fatto l'università in una città diversa a 300km dal mio paese, e lavoro da due anni in un'altra città a 200km dal mio paese natale.

Sto provando a cercare lavoro in un raggio di 50km da dove sono nato ma non è facile. A guardare le opportunità che ci sono fuori mi vengono mille dubbi ma ogni fine settimana che passo da solo, ogni volta che non ho nessuno da chiamare se dovessi avere bisogno di una mano anche solo banalmente per portare la lavatrice a casa mi convincono che lo stare bene mentalmente vale più di qualsiasi altra cosa.
>> Num. 26688 quick reply
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Si ricorda agli sfiduciati che ogni crisi é temporanea, e verrà sostituita da un nuovo punto di equilibrio e stabilità.
Quando? Questo non si sa. Ma si sa solo che succederà in futuro.


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